Lunedi, 14 Ottobre, 2019

È iniziata l’operazione militare turca in Siria

Siria è iniziata l'operazione militare turca. I curdi'Raid su aree civili La Turchia invade la Siria: via ai raid contro i curdi
Evangelisti Maggiorino | 10 Ottobre, 2019, 21:29

Lo riferiscono fonti sul terreno.

La Turchia ha attaccato la Siria. Ed è salito a 7 il numero di villaggi del nord-est della Siria già passati, in una notte, sotto il controllo dell'esercito turco.

La decisione da parte di Donald Trump di spostare i militari Usa dal Nord della Siria è ora da intendersi come una sorta di disco verde a un attacco militare da parte della Turchia, che da tempo si è detta pronta a una nuova guerra con i curdi per debellare ogni possibile minaccia terroristica. E voi europei (questo è l'unico rimprovero che mi sentirei di condividere) guardate in faccia la realtà di quelle migliaia di terroristi del califfato, quasi tutti di origine europea prigionieri dei curdi e prendetevene cura.

Un disastro umanitario già in corso. "Ci sarà una grande fuga dal Rojava". "L'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, chiede alle parti di rispettare il diritto umanitario internazionale, anche garantendo accesso alle agenzie umanitarie".

"Abbiamo combattuto insieme con la coalizione internazionale contro i terroristi dell'Isis, e ora i turchi dicono di aver avvertito tutti gli alleati dell'offensiva nel Rojava". "Oggi c'è una riunione del consiglio di sicurezza dell'Onu".

"Sono stato appena informato dell'iniziativa unilaterale della Turchia sulla quale non posso che esprimere preoccupazione", ha detto il premier Giuseppe Conte. "La nostra missione è prevenire la creazione di un corridoio del terrore lungo il nostro confine meridionale e portare pace nella regione", ha scritto Erdogan.Curioso che la parola "pace" risuoni due volte nelle poche righe di un tweet che annuncia una guerra. "Nel mondo, nel ventunesimo secolo, la Turchia può fare un nuovo genocidio di popolo".

Attualmente non esiste un vero e proprio Stato curdo, anche se le zone controllate in Iraq e in Siria godono di una certa autonomia specie dopo la caduta del sedicente Stato Islamico dell'Isis. Il totale dei feriti per questi attacchi è inoltre salito ad almeno 46. "Condanniamo questa campagna barbara che punta ad occupare la nostra regione e a cambiare la sua demografia", prosegue la nota. Un'eventuale occupazione turca nella zona del nord est della Siria potrebbe avere conseguenze gravissime: in passato, si sono già verificate violenze da 'pulizia etnica', e si metterebbe in crisi il meccanismo di risposta all'emergenza.

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