Giovedi, 17 Ottobre, 2019

La batteria litio-ioni "conquista" il Nobel 2019

La batteria al litio sviluppata da Goodenough La batteria al litio sviluppata da Goodenough
Evangelisti Maggiorino | 10 Ottobre, 2019, 17:09

L'onoreficenza e la somma complessiva di 9 milioni di corone svedesi, circa 900.000 €, è stata riconosciuta a tre scienziati John B Goodenough, M Stanley Whittingham e Akira Yoshino, ognuno dei quali ha contribuito a sviluppare la struttura di una batteria agli ioni di litio portandola fino alla commercializzazione nel 1991; nota a margine al Prof. John B. Goodenough, M.

Il Premio Nobel 2019 per la Chimica è stato assegnato ai padri della batteria agli ioni di litio: il miglior riconoscimento alla rivoluzione elettrica. Whittingham, 78 anni, è nato in Gran Bretagna e dopo aver lavorato nell'Università di Oxford si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha insegnato nell'Università di New York.

Yoshino, 71 anni, è nato nel 1948 in Giappone, a Suita; ha lavorato all'Università di Osaka e poi alla Meijo University di Nagoya.

Rispetto alle varianti rimaste in commercio per la maggior parte del secolo scorso le batterie agli ioni di litio hanno infatti un vantaggio enorme: possono essere ricaricate a piacere utilizzando una fonte di energia elettrica, e mantengono in modo sostanzialmente stabile questo stato di carica per essere impiegate a piacere nei modi più disparati.

In quest'ultimo ambito conservano ancora un potenziale decisamente elevato: abbinate a un impianto fotovoltaico permettono ad esempio di mantenere una riserva di energia a disposizione anche nelle ore notturne, ma il concetto si può applicare anche per l'energia eolica e in ogni settore legato alla produzione di energia rinnovabile. Per la grande reattività del litio sarebbe stata a rischio di esplosioni. Sono necessari due elettrodi, l'anodo e il catodo, tra cui si muovono gli ioni, che viaggiano all'interno di una sostanza detta elettrolita.

Entrate in commercio all'inizio degli anni '90, si sono dimostrate da subito leggere, compatte, durature e relativamente veloci da ricaricare, motivo per cui nel tempo hanno sostituito le altre tipologie di accumulatori ricaricabili (come quelli al nichel-metallo idruro) in molte delle applicazioni più diffuse. Non soffrono dell'effetto memoria che ne limiterebbe la durata causa la perdita di capacità.

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