Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Uomo Vitruviano al Louvre: accolto il ricorso, sospeso il prestito

Niente Uomo Vitruviano al Louvre. Il Tar sospende il prestito Tar sospende prestito dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre
Deangelis Cassiopea | 10 Ottobre, 2019, 13:24

Anche se ci sono delle cose di valore che rientrano nell'azione diplomatica, c'è una soglia davanti a cui la politica deve fermarsi, e io mi fermerò sempre. Ma a sospendere de facto il prestito al Louvre dell'Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci ci ha pensato il Tar del Veneto, che ha accolto il ricorso presentato dalla Onlus Italia Nostra. La decisione è stata presa per motivi di urgenza - la mostra parigina dovrebbe inaugurarsi il 24 ottobre. Italia Nostra aveva depositato un ricorso al Tar Veneto affinché venisse "immediatamente sospesa l'uscita dal territorio nazionale del disegno". Il Tribunale amministrativo, inoltre, aspetto tutt'altro che secondario, ha anche sospeso il memorandum d'intesa siglato a Parigi tra il ministero e il Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello nella parte in cui "vìola il principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro". Se il prestito alla fine andrà in porto la Francia presterà all'Italia alcuni dipinti di Raffaello conservati nel museo parigino che saranno esposti alle Scuderie del Quirinale.

Dal Ministero per i beni culturali la reazione è molto dura: "da una prima lettura delle anticipazioni di stampa", commentano dall'ufficio legislavito del MiBACT, "risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del 'principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro' nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre". L'ufficio legislativo del Mibact parla di "procedura trasparente".

"L'accordo firmato a Parigi - spiega il Mibact - è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac". L'associazione ravvisava "la violazione dell'art". Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dellaccordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. "66, comma 2, lett. b" del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" laddove il testo stabilisce "che non possano uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica". Lo ha detto il ministro per i Beni culturali e il Turismo, Dario Franceschini, questa mattina nel corso del seguito dell'audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero alle commissioni Istruzione e Cultura di Senato e Camera.

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