Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Trump dà il permesso ad Erdogan di massacrare i Curdi

Siria Trump aiuta Erdogan e molla i curdi. Putin spiazzato ride anche Assad Via libera dagli Usa, Turchia pronta a invadere la Siria del Nord
Evangelisti Maggiorino | 09 Ottobre, 2019, 11:09

Con tutta la preoccupazione e la rabbia di chi ha sconfitto l'Isis nel nord della Siria e ora vede la possibilità che Stati Uniti e Europa voltino le spalle lasciando il loro popolo alla mercé di Erdogan, che vuole invadere le loro regioni e trasformarle in un campo profughi dove mandare molti rifugiati siriani (ormai odiati dalla popolazione turca e diventati un problema politico) e, di fatto, dare il via a una sostituzione etnica. E che ora la Turchia non abbia intenzione di arretrare lo si evince anche dall'annuncio via Twitter del ministero della Difesa: "Tutti i preparativi sono stati completati".

A poco sembra esser servita la frenata nella notte da parte della Casa Bianca dopo l'annuncio di Donald Trump sul ritiro delle truppe americane nelle regione siriana. Dall'altra parte, le forze militari curdo-siriane non escludono di collaborare con il governo di Damasco in funzione anti-turca.

I Curdi però sono gli odiati nemici della Turchia perché vogliono i loro territori, il Kurdistan - ricco di petrolio guarda un po' - e li vogliono indipendenti, per loro, così che a Erdogan non è rimasto altro che dichiararli terroristi certo che prima o poi avrebbe avuto l'opportunità, ed il permesso, di sterminarli in qualche modo. Sarà inoltre più difficile per il dipartimento della Difesa e la sicurezza nazionale continuare a forzare la mano in Siria, cioè usare i ristretti margini di manovra lasciati dalle decisioni improvvise di Trump per proseguire nella strategia precedente, quella di evitare un ritorno dell'ISIS collaborando strettamente con i curdi siriani. E l'operazione potrebbe iniziare in qualsiasi momento. Ankara "lancerà presto un'operazione militare nel nord est della Siria da tempo programmata". L'agenzia mostra foto e video dei bombardamenti avvenuti nei pressi del valico frontaliero di Simalka, tra Iraq e Siria, e corridoio vitale per i rifornimenti militari e logistici della Coalizione anti-Isis a guida Usa e per le forze curdo-siriane. "Nessun ritiro delle truppe Usa dalla Siria" ha detto un funzionario dell'amministrazione Trump in una conference call con i reporter. "Stiamo considerando una partnership col presidente siriano Bashar al Assad con l'obiettivo di combattere le forze turche", ha detto Abdi.

Altre Notizie