Venerdì, 28 Febbraio, 2020

M5s, Di Maio: "Le firme contro di me? Un grande malinteso"

Luigi Di Maio Luigi Di Maio +CLICCA PER INGRANDIRE
Evangelisti Maggiorino | 25 Settembre, 2019, 20:37

"L'ho pubblicato - dice Giarrusso - perché ne condivido il contenuto". Poi gioca al rilancio delle richieste dei ribelli: "Nei prossimi mesi la mia idea di ristrutturare il movimento con il Team del futuro e i Facilitatori regionali sarà portata avanti e avremo un'organizzazione che il movimento prima non ha mai avuto". Sì, dovrebbe lasciare tutti gli incarichi. "Abbiamo perso 6 milioni di voti, siamo in minoranza in Consiglio dei ministri", ha detto Giarrusso all'Adnkronos.

Anche in quest'ottica la nomina dei nuovi capigruppo di Camera e Senato, che avverrà con una vera e propria competizione elettorale, con la costituzione di "squadre" che si propongono nel direttivo in contrapposizione tra di loro, diventerà l'occasione per la misurazione della forza delle varie "aree" che convivono nel Movimento.

Giarrusso conferma le indiscrezioni secondo cui alcuni senatori starebbero preparando un documento per chiedere a Di Maio di fare un passo indietro: "Ci stiamo lavorando". Chiamato a gran voce a tornare ad occuparsi del Movimento, o quantomeno a venire ad ascoltare le ragioni dei senatori in una nuova assemblea da convocare a stretto giro. Nel mirino del senatore e membro della Commissione Antimafia c'è anche l'ex ministro Danilo Toninelli, possibile candidato alla poltrona di capogruppo a Palazzo Madama: "Toninelli deve raccontarci per filo e per segno come mai abbiamo mandato a quel paese 6 milioni di elettori. Finché non chiarisce su quanto successo nell'ultimo anno e mezzo, non abbiamo bisogno di ulteriori ambiguità".

Il dissenso interno, sembra suggerire la risposta sibillina di Giarrusso, potrebbe anche riflettersi sul supporto in aula: "Ci sono tanti colleghi che chiedono che i principi del M5S non vengano svenduti al momento del voto..."

Guai in arrivo per la leadership di Luigi Di Maio.

Da New York è arrivata la replica di Luigi Di Maio ai microfoni di Rainews24: "Sono stato eletto capo politico con l'80% di preferenze, non con il 100% ed è giusto che ci sia chi non è d'accordo, ma far passare quelle 70 firme per 70 firme contro di me..."

La formazione del nuovo governo, l'alleanza con il Pd, la cooptazione dei componenti del nuovo esecutivo con gelosie e l'ira degli esclusi: le nuove tensioni nel M5s si saldano alla battaglia dei gruppi parlamentari che da mesi chiedono visibilità e un maggiore ruolo decisionale sino ad arrivare a mettere in dubbio i poteri del capo politico, Luigi Di Maio.

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