Lunedi, 14 Ottobre, 2019

"Renzi mi ha copiato", Capanna e l'ipotesi plagio 'Italia Viva'

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Cacciopini Corbiniano | 18 Settembre, 2019, 16:09

Soprattutto, Matteo Renzi - a giudizio di Giuseppe Conte - poteva decidere prima della formazione del governo "per un dovere di correttezza, linearità e trasparenza istituzionale". Penso che andarsene sia un grave errore, si tratta di una scelta personale che rispetto ma non condivido.

"Io voglio molto bene al popolo del Pd". "Indipendentemente dalle perplessità che nutre il presidente del Consiglio - ha aggiunto - a me chi me lo fa fare a mettere in difficoltà il governo?".

Ai microfoni di Radio Gold il segretario provinciale Fabio Scarsi, sostenitore del renziano Giachetti all'ultimo congresso, ha sottolineato la volontà di lavorare all'unità del Pd, nella speranza che il partito di Zingaretti non diventi nel prossimo futuro un soggetto solo di sinistra. "I parlamentari li ho lasciati tutti al Pd", precisa. Renzi si prepara al suo terzo avvento politico. E l'unica visione strategica a fondamento di questa scissione è quella del potere per il potere, quella della sopravvivenza di un leader giovane ma vecchissimo, piegato dai suoi stessi fallimenti, che per non morire ha rinnegato se stesso: doveva riformare il Paese, dare all'Italia una democrazia snella, un sistema semipresidenziale a trazione maggioritaria, oggi s'impone come l'architetto di un inciucio vergognoso che riporterà le lancette del Paese ai tempi del pentapartito. "Questo è difficile da dirsi, il fatto è - ha chiosato Capanna - che Renzi si è conferito la possibilità di ricatto permanente sul governo, sia per quel che riguarda le nomine, sia per quel che riguarda eventualmente l'elezione del Capo dello Stato... Caspiterina! L'ho messa dentro io la spina", ha poi concluso. La realtà è che le prime turbolenze si vedranno già con la legge di Bilancio, dove i renziani - o, come ha detto qualcuno, i "vivaisti" - inizieranno a logorare, pur senza esagerare, il claudicante accordo di governo. Un nuovo gatekeeper*. Perchè dal sistema si può uscire da destra, da sinistra e dal centro - per questo ci vuole sempre un gatekeeper a destra, uno a sinistra e un'altro al centro. Di No Vax non parla più nemmeno la Taverna. Insomma, non è cambiato nulla dal 16 al 17 settembre e paradossalmente le ultime scelte della direzione nazionale sono state adottate all'unanimità. Se "Italia viva" diventerà il partiticchio di Renzi, con un Pd indebolito e una sinistra-sinistra condannata alle sue percentuali lillipuziane, senza un vero partito verde, lo scenario potrebbe in effetti concretizzarsi. In ogni caso, le polemiche sulla nuova 'sfida' di Renzi non si placano qui: molti infatti ricordano che Italia Viva è stato lo slogan scelto proprio dal Pd per la Leopolda del 2012 e che, prima ancora, era stato usato nel 2008 da Walter Veltroni.

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