Lunedi, 30 Marzo, 2020

Olio di oliva extravergine sofisticato: 14 indagati

Olio di soia spacciato per extravergine le frodi a tavola aumentano Olio di oliva extravergine sofisticato: 14 indagati
Machelli Zaccheo | 18 Settembre, 2019, 11:58

Olio di semi spacciato per extravergine d'oliva pugliese.

È il commento di Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze, all'operazione dei Nas di Firenze, denominata 'Croce e Delizia', in collaborazione con i colleghi del Nas di Foggia, dei Comandi provinciali di Firenze e Foggia e personale dell'Ispettorato centrale repressione frodi, che hanno scoperto una maxi frode alimentare sull'asse Puglia-Toscana.

Infatti nel corso delle indagini, condotte nella nostra provincia e in quelle di Barletta-Andria-Trani, Firenze, Foggia, Pisa e Prato, è emerso, come riferisce l'Adn Kronos, il flusso commerciale di circa 50 tonnellate di olio sofisticato e sono state sequestrate oltre 16 tonnellate. I carabinieri del Nas hanno individuato e sequestrato i capannoni dove venivano tenute le ingenti quantità di olio, mentre si attendeva di essere venduto. A Montespertoli (Firenze) e Cerignola (Foggia) sono finite ai domiciliari due persone ritenute responsabili, rispettivamente, dei reati di riciclaggio e ricettazione.

Contestualmente, in Impruneta e Castelfiorentino (FI) è stata notificata a 2 soggetti operanti nel settore alimentare, un'ordinanza di divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per mesi sei.

Olio di semi che "diventa" nell'aspetto simile all'extravergine d'olio con l'aggiunta di sostanze come clorofilla e betacarotene e commercializzato come tale.

L'olio era prodotto in Puglia e veniva immesso nel circuito commerciale toscano in ristoranti, bar, panifici, venditori all'ingrosso di alimenti - dei quali undici compiacenti - nei cui confronti gli inquirenti procederanno separatamente. Tra gli interventi più rilevanti eseguiti nel corso delle indagini, si segnala l'intercettazione ed il sequestro di un autocarro che trasportava 5 tonnellate e mezzo di olio modificato, in transito nel capoluogo toscano, destinato a rifornire un esercizio di ristorazione. Nell'inchiesta sono coinvolte, a vario titolo, altre 10 persone operanti nel settore (tra i quali 7 cosiddetti prestanome, utilizzati anche per sviare eventuali azioni investigative), indagate in concorso nel reato per aver consentito l'utilizzo del marchio di società a loro intestate, da parte dell'uomo arrestato a Cerignola, che conduceva materialmente la sofisticazione e il confezionamento in lattine e bottiglie apponendo etichette delle società (inesistenti o, comunque, non più operative).

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