Lunedi, 30 Marzo, 2020

Renzi lascia il Pd, i fedelissimi reggiani per ora no. VDEO

Renzi molla il Pd vado via con me trenta parlamentari Renzi lascia il Pd, i fedelissimi reggiani per ora no. VDEO
Evangelisti Maggiorino | 17 Settembre, 2019, 19:25

Attraverso due lunghe interviste - la prima a La Repubblica, la seconda a Il Giornale - l'ex presidente del consiglio toscano ha annunciato la scissione dal Pd. A comunicare l'imminente abbandono, ci ha pensato l'Huffington Post, aggiungendo che alcune persone vicine a Renzi danno ormai l'annuncio per sicuro, anche se non si stupirebbero se Renzi dovesse cambiare idea all'ultimo minuto. Telefonata che è stata confermata da fonti di Palazzo Chigi, senza però fornire indicazioni sul contenuto della conversazione. Per i fedelissimi che lo seguiranno sono molte le ragioni per separare le strade dal Partito democratico: "C'è uno spazio politico enorme - spiega uno dei dirigenti impegnati nell'operazione - sia nell'elettorato moderato visto l'appannamento di Berlusconi e la centralità di Salvini sia nell'elettorato di centrosinistra perchè sentir cantare Bandiera rossa alle feste del Pd per molti elettori non è folclore e mette a disagio". "Tutto il resto, da 'occupare il vuoto al centro' a 'area liberal', sono formulette in puro politichese che lasciano il tempo che trovano".

"Renzi me deve di' se adesso rimane di sinistra oppure dopo attacca la sinistra", grida Peppino, 90 anni, sotto la sede del Pd al Nazareno.

Insomma quella di Renzi appare al momento una manovra parlamentare, nazionale, molto distante dai territori, dove non si registra in questa prima fase la nascita di comitati per portare avanti la nascita della nuova formazione politica. Da notare, tuttavia, "che non tutti gli interessati avrebbero poi votato un eventuale partito di Renzi". L'ex premier spiega che nel Pd "mi hanno sempre trattato come un intruso".

Un'immagine altrettanto ironica è quella che fa un chiaro omaggio ad una serie cult, Friends: gli amici di Central Park sono diventati "Frenzi": con Renzi e Boschi pronti a formare un nuovo gruppo.

Ovviamente questo non vuol dire che il nuovo partito renziano sia destinato a fare la fine di Leu o che il PD sia destinato a uscire da questa scissione con le ossa rotte, come dalla precedente.

"Abbiamo tutti i nostri difetti ma vivaddio - afferma - non abbiamo padroni: i segretari passano ma la comunità partito resta". E sarà femminista con molte donne di livello alla guida. Con il segretario dem Nicola Zingaretti Renzi dice di non avere alcun problema personale, ma "il fatto è politico". "Teresa Bellanova sarà la capo delegazione nel governo". Il Pd nasce come un "partito all'americana, capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5Stelle", osserva.

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