Sabato, 21 Settembre, 2019

Papa Francesco in Mozambico: oltre 40mila fedeli alla messa

La vita nuova spiegata dal Papa nell'omelia della messa ad Antananarivo nella tappa in Madagascar del viaggio in Africa Papa Francesco sotto attacco dei vescovi Usa. La stoccata di Bergoglio: «Critiche dagli americani sono un onore»
Evangelisti Maggiorino | 10 Settembre, 2019, 14:55

Conservate la speranza, rimanete uniti per un futuro di riconciliazione e di pace. Quando è andato via la gente non finiva di ballare": "così don Giorgio Ferretti, parroco della cattedrale dell'Immacolata Concezione a Maputo, in Mozambico, descrive al Sir l'emozione di aver accolto nella sua parrocchia Papa Francesco, questo pomeriggio, durante l'incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i catechisti e gli animatori. È un Paese giovane, che ha già un martire, Lucien Botovasoa, beatificato lo scorso anno, il "maestro cristiano" ucciso dagli indipendentisti perché insegnava la legge degli invasori francesi.

Akamasoa progetto, che è finanziato da donatori di tutto il mondo e riconosciuto dal Madagascar governo, dice che ha costruito circa 4.000 case in più di 20 villaggi che serve circa 25.000 persone, fin dalla sua fondazione nel 1989.

Come Chiesa, vogliamo imitare l'atteggiamento di dialogo della vostra connazionale, la Beata Victoire Rasoamanarivo, che san Giovanni Paolo II beatificò nella sua visita di trent'anni fa. Nella sua omelia il papa commenta il Vangelo parlando soprattutto delle folle che seguivano Gesù ovunque, rivolgendosi alla folla malgascia e indicando tre esigenze riguardanti la vita dei cristiani nel contesto dell'isola: per contrastare familismo, riduzionismo e solipsismi, guarda caso tre "ismi". Che trovino in esse, alla sera, calore, conforto e incoraggiamento, e che insieme, riuniti sotto il tuo sguardo, conoscano le gioie più vere. Infatti, osserva il Pontefice, "questo villaggio porta in sé una lunga storia di coraggio e di aiuto reciproco". "Vi incoraggio a lottare con forza e determinazione contro tutte le forme endemiche di corruzione e di speculazione che accrescono la disparità sociale e ad affrontare le situazioni di grande precarietà e di esclusione che generano sempre condizioni di povertà 'disumana'". E in particolare ai giovani del Madagascar, il Papa tiene a rivolgere "un messaggio particolare: non arrendetevi mai davanti agli effetti nefasti della povertà, non cedete mai alle tentazioni della vita facile o del ripiegarvi su voi stessi". Il Papa si rivolge alle autorità del Madagascar con un pressante appello per la difesa dell'ambiente: "Abbiamo imparato che non possiamo parlare di sviluppo integrale senza prestare attenzione alla nostra casa comune e prendercene cura". La biodiversita' - ha spiegato - e' a rischio a causa del contrabbando e delle esportazioni illegali. Ed è lo sfruttamento dei poveri, che perdono la loro ricchezza per ottenere una grama sopravvivenza: "Come sapete, le foreste rimaste sono minacciate dagli incendi, dal bracconaggio, dal taglio incontrollato di legname prezioso".

Su questa strada, dobbiamo impegnarci tutti, compresa la comunità internazionale. "Se prendiamo parte a un processo in cui rispettiamo le priorità e gli stili di vita originari e in cui le aspettative dei cittadini sono onorate, faremo in modo che l'aiuto fornito dalla comunità internazionale non sia l'unica garanzia dello sviluppo del Paese; sarà il popolo stesso che progressivamente si farà carico di sé, diventando l'artefice del proprio destino".

Secondo Seneze, i cattolici americani rigoristi e benestanti supportati dai media e da alcuni esponenti politici si oppongono all'operato di Papa Francesco. Come realizzare i sogni, come contribuire a risolvere i problemi del Paese?

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