Sabato, 21 Settembre, 2019

Terrorismo, 10 arresti in Abruzzo: anche imam del Teramano

Terrorismo islamico arrestato imam della moschea di Martinsicuro Terrorismo, 10 arresti in Abruzzo. Con i soldi dell'evasione, finanziavamo organizzazioni radicali in Siria
Evangelisti Maggiorino | 10 Settembre, 2019, 13:01

Tra questi - 8 di origine tunisina e 2 italiana - anche l'imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro (Teramo) e una commercialista italiana.

Le accuse, a vario titolo, sono legate a reati tributari e autoriciclaggio con finalità di terrorismo. Inoltre, nel corso di tutta l'attività d'indagine sono stati documentati continui trasferimenti di denaro da parte degli indagati nei confronti di Imam dimoranti in Italia, uno dei quali già condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Sequestrati anche denaro ed immobili per oltre un milione di euro.

L'operazione è scattata nell'ambito di un'indagine coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo dell'Aquila. Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, Michele Renzo, nel commentare l'operazione della Dda, che ha portato ai dieci arresti nel Teramano.

"Il denaro veniva trasferito con operazioni illegali - ha spiegato il comandante regionale abruzzese delle Fiamme gialle, Gianluigi D'Alfonso - tra cui fatturazioni false, con trasferimenti con corrieri e anche con il pagamento di somme superiori ai dipendenti che poi portavano indietro la parte eccedente". E' quanto si sente in un'intercettazione relativa ad una conversazione tra due degli indagati in Abruzzo per attività di finanziamento al terrorismo in cui emerge il radicalismo religioso. L'uomo che si occupava di compravendite di tappeti e ristrutturazioni edili aveva la dimora ad Alba Adriatica, in provincia di Teramo e, secondo gli inquirenti, organizzava il trasferimento di denaro in Siria e Turchia anche per "favorire il passaggio di aspiranti terroristi" in quei Paesi. La commercialista piemontese è accusata di avere tenuto la contabilità del gruppo, mascherando gli illeciti contabili che servivano a finanziare il terrorismo in Siria, tra i quali l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti - molte delle quali 'autoprodotte' - per oltre due milioni di euro. I migliori sono al Nusra e Fateh al Islam che sono appoggiati da stati come Qatar e Arabia Saudita. In una uno degli indagati commentava: "Che botta però a Parigi, eh". Un altro risponde: "Non è la questione credere o non credere, se ti è piaciuta o non ti è piaciuta. Ci sono altri gruppi che non si sanno comportare, al Nusra invece è l'esercito dell'Islam, è un'organizzazione buona...". La cellula terroristica che gli investigatori ritengono di aver scoperto viene da loro considerata un punto di passaggio, ma anche una centrale operativa.

Altre Notizie