Sabato, 21 Settembre, 2019

Salute: mangia per anni solo patatine fritte, 'cieco' a 17 anni

17enne mangia solo patatine e diventa cieco Teenager si nutre solo di patatine e diventa quasi cieco
Machelli Zaccheo | 06 Settembre, 2019, 08:07

"Il ragazzo - hanno raccontato i medici coinvolti nel caso - ha spiegato che ha sempre avuto una sorta di avversione verso determinate consistenze del cibo, e le patatine erano l'unico alimento che voleva e sentiva di poter mangiare". L'ultima notizia anormale giunge da un ragazzo di 17 anni che fin da piccolo ha deciso di rimuovere quasi tutti gli alimenti dalla sua dieta ad esclusione delle patatine fritte, e qualche fetta di prosciutto o salame ogni tanto.

I primi sintomi di questa errata alimentazione si sono presentati quando il ragazzo aveva quattordici anni.

Ha mangiato solo cibo spazzatura per anni ed è diventato cieco. Consigli che il giovane non ha seguito. Aveva un basso apporto di B12 e di alcune altre importanti vitamine e minerali, quali rame, selenio e vitamina D.

A 14 anni, lamentando apatia e stanchezza persistente, si recò dal medico curante che gli diagnosticò una carenza della vitamina B12: il ragazzo assunse gli integratori, ma poi li dismise pensando di essere guarito e non adattò mai la sua dieta. Era anche solito fare uno spuntino con patatine di una nota marca americana e talvolta fette di pane bianco e occasionali fette di prosciutto. "Non può guidare e per lui sarebbe molto difficile leggere, guardare la Tv o distinguere i volti".

Un dramma ha colpito un ragazzo di soli 17 anni che ha perso la vista in modo irreversibile.

Gli è stata quindi diagnosticata una neuropatia ottica nutrizionale, vale a dire una disfunzione del nervo ottico. Il diciassettenne ha conservato la visione periferica, ma le sue abilità sono ovviamente limitate dalle ingenti difficoltà. Atan ha sottolineato che casi come questo sono per fortuna insoliti, ma i genitori dovrebbero essere consapevoli dei potenziali danni di un atteggiamento iper-selettivo a tavola e chiedere aiuto a un esperto. "Bambini e infanzia che sono assenti anche nei programmi dei governi", dice all'Adnkronos Salute Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile dell'Unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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