Martedì, 15 Ottobre, 2019

I medici a Giorgetti: "Fuori dalla realtà"

Giancarlo Giorgetti con Matteo Salvini Giancarlo Giorgetti con Matteo Salvini
Machelli Zaccheo | 26 Agosto, 2019, 17:57

"L'inarrestabile crescita del fenomeno delle aggressioni a danno dei sanitari è proprio il risultato di questa campagna denigratoria che da anni si consuma a danno degli operatori con un violenza di gran lunga superiore a qualsiasi violenza fisica".

"Bene le parole del ministro Grillo sull'importanza strategica della medicina generale in risposta alle inaccettabili e pericolose affermazioni del sottosegretario Giorgetti sulla presunta fine del rapporto fiduciario tra medico e paziente". Non solo noi medici di famiglia siamo vivi e vegeti ma siamo sicuramente il comparto di medici del Servizio sanitario nazionale più attivo E maggiormente impegnato nel rinnovamento e nell'assistenza a una popolazione che a Babilon probabilmente farebbe estrema difficoltà a rivolgersi, cioè gli anziani e i malati cronici del nostro Paese. Somigliamo peraltro molto a Internet - prosegue il presidente Simg - nel senso che è facile raggiungerci e trovarci dappertutto e, a differenza di Internet, anche se manca la corrente e non c'è linea ci si trova lo stesso. Così, "pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione, non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale" ironizza ancora il segretario Fimmg, augurandosi che, una volta risolta la crisi di Governo, "il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare e di studio e ricerca sul tema. I numeri dicono che ogni giorno negli studi dei medici di famiglia del nostro Paese passano 2 milioni di italiani", ha detto il segretario generale della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti all'Adnkronos Salute. "Se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia". Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. "L'autonomia fai da te delle Regioni che si impossessano di prerogative statali occupando lo spazio che il governo, per quanto amico, non ha voluto o potuto concedere, va a braccetto con un'idea non nuova di ospedali e territori senza medici, sostituiti dalla tecnologia o da diverso personale, che ha il grande merito di costare di meno e non disturbare il manovratore". "Ci sorprendono - precisa Anelli - perché dimostrano uno scollamento della politica dalle esigenze reali del Paese e dei cittadini". Imporre, come si sta facendo in Veneto, l'assunzione di medici senza specializzazione vuol dire dequalificare il ruolo del medico.

Gli stessi medici promotori nel 1978 dell'istituzione del servizio sanitario nazionale con la legge 833, ricorda Filippi, "affermavano che qualsiasi programma di riforma sanitaria doveva prima di tutto partire dal superamento del rapporto conflittuale tra operatori e cittadinanza; invece in questi anni abbiamo assistito a campagne denigratorie nei confronti dei professionisti della salute che, al contrario, hanno minato alle fondamenta la fiducia indispensabile all'alleanza che deve intercorrere nella relazione terapeutica".

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