Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Microplastiche in acqua da bere, "urgente saperne di più"

Sappiamo ancora troppo poco sulle microplastiche Salute: microplastica nell'acqua potabile? Per l'Oms non è un pericolo per ora
Machelli Zaccheo | 24 Agosto, 2019, 12:41

L'analisi si basa sugli studi che esaminano le microplastiche trovate nell'acqua delle bottiglie e del rubinetto, ma occorre proseguire con continue analisi sempre più approfondite.

L'Organizzazione mondiale della salute sembra non volere seminare il panico, ma il problema delle microplastiche deve essere affrontato con urgenza.

I potenziali pericoli associati alle microplastiche presenti nell'acqua potabile, osserva l'Oms, sono di tipo fisico (collegato al loro accumulo) e chimico (collegato alla loro tossicità).

La letteratura scientifica al riguardo è ancora troppo scarna per ricavare dei dormi e delle certezze: finora ci sono solo alcuni studi nei quali si è misurata la presenza di microplastiche nell'acqua potabile. Ma dobbiamo approfondire la questione.

Inoltre l'OMS chiede maggiore attenzione sulla possibilità che le microplastiche possano rappresentare un mezzo per ingerire microrganismi patogeni potenzialmente pericolosi per l'organismo. Il messaggio arriva dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che, a seguito della pubblicazione di un'analisi delle ricerche attuali relative alle microplastiche nell'acqua potabile, chiede "un'ulteriore valutazione delle microplastiche nell'ambiente e dei loro potenziali impatti sulla salute umana". "Bisognerà in particolare mettere a punto dei metodi standardizzati per misurare il particolato di microplastica nell'acqua, realizzare nuovi studi sulle fonti e la presenza di microplastiche nell'acqua dolce e valutare l'efficacia delle diverse procedure di trattamento". Entrano nel ciclo dell'acqua potabile, ad esempio attraverso le acque reflue o scarichi industriali. Comprendono una vasta gamma di materiali, con diverse composizioni chimiche (come polietilentereftalato e polipropilene), diverse forme (fibre o frammenti) e diverse dimensioni (da 5mm a meno di 1 micrometro).

Come agire. Le microplastiche spaziano da pochi nanometri a 5 millimetri di lunghezza, e come indicato dagli gli scienziati quelle superiori ai 150 micrometri vengono espulse dall'organismo con facilità. Tuttavia, "l'assorbimento di nanoparticelle, può essere più elevato", perché attraverso il sistema linfatico e il sangue possono raggiungere organi, come fegato e reni. L'OMS ha ribadito che i moderni sistemi di filtraggio e trattamento delle acque reflue riescono a intrappolare il 90 percento delle microplastiche disperse nell'acqua, ma larga parte della popolazione mondiale ancora oggi non ha accesso a simili tecnologie. Oltre a favorirne quanto più possibile l'utilizzo, conclude l'Oms, è urgente "fermare l'aumento dell'inquinamento da plastica in tutto il mondo", diminuendone l'uso e migliorandone il riciclo.

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