Giovedi, 22 Agosto, 2019

Salvini: "Taglio parlamentari e poi al voto"

Le competenze per l’autonomia di Veneto e Lombardia Le competenze per l’autonomia di Veneto e Lombardia
Esposti Saturniano | 14 Agosto, 2019, 12:44

"L'unica cosa che non ci interessa e' scaldare la poltrona", chiosa. Sono quelli che non vogliono le elezioni a non amare la democrazia. Il 20 agosto dalle 15 starà al Presidente del Consiglio Conte riferire in Senato sulla crisi. Nel frattempo Matteo Renzi, grande protagonista di questi giorni con la sua ferma volontà di dare vita ad un nuovo governo con i grillini anche a costo di una scissione dal Pd, alle 16.30 terrà una conferenza stampa dopo aver dichiarato "non c'è insulto che possa fermarmi". A ribadirlo è il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini rispondendo, al termine dell'assemblea del partito, alla domanda se sia intenzionato a ritirare la delegazione della Lega nel governo. "Sono orgoglioso del lavoro fatto, ora bisogna scongiurare il ritorno della politica dei no, della giustizia forcaiola e della presunzione di colpevolezza con il governo Renzi-Boschi-Fico". Le dinamiche politiche, tuttavia, devono sottostare a precise regole costituzionali che disciplinano lo svolgimento della crisi di governo, ovvero della presa d'atto della rottura della maggioranza politica che lo sostiene e della fine dell'esperienza dell'esecutivo che, nel nostro regime parlamentare, deve godere della espressa fiducia dei due rami del Parlamento (art. 94, Cost.), il quale, allo stesso modo, può revocarla, sempre "mediante mozione motivata e votata per appello nominale".

"Votiamo il taglio dei parlamentari la prossima settimana ma poi andiamo subito alle elezioni".

Secondo i sondaggi elettorali dell'ultimo minuto di Termometro Politico, gli elettori del M5S hanno le idee chiare sul prossimo leader del Movimento, con la figura di Giuseppe Conte in forte risalita. "Ma non sapevo che era reato andare in spiaggia, ho imparato anche questo".

L'intenzione espressa da Salvini è ben chiara: andare al voto il prima possibile. Potranno ripetercelo all'infinito, ma non riusciranno a convincerci mai. Mai. Il Pd protesta vistosamente. Non solo, la procedura per le dimissioni di un ministro sono complesse, gli effetti non immediati, e necessitano del 'timbro' del Colle, ovvero di un decreto presidenziale.

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