Venerdì, 06 Dicembre, 2019

Papa Francesco: "Preghiamo per le famiglie, il primo luogo dove si ama"

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Evangelisti Maggiorino | 14 Agosto, 2019, 10:28

"Di fronte a eventi di questo genere, il dolore per le perdite subite è lancinante e non facile da lenire, come pure è comprensibile il sentimento di non rassegnazione di fronte a un disastro che poteva essere evitato" scrive il Pontefice.

Ora, per il pontefice, "c'è da piangere, rimanere in silenzio, interrogarci sulla ragione della fragilità di ciò che costruiamo, e c'è soprattutto da pregare". E' l'esortazione di papa Francesco ai genovesi affidata alle pagine del Secolo XIX a un anno della tragedia del ponte Morandi. Io sempre quando penso a Genova penso al porto. "Si tratta - ha spiegato Francesco - di non mettere radici in comode e rassicuranti dimore, ma di abbandonarsi, di essere aperti con semplicità e fiducia al passaggio di Dio nella nostra vita, alla volontà di Dio, che ci guida verso la meta successiva".

Il Papa ha poi un messaggio che sgorga dal suo "cuore di padre e di fratello": "Non lasciate che le vicende della vita spezzino i legami che tessono la vostra comunità, cancellino la memoria di ciò che ha reso così importante e significativa la sua storia".

"Il pensiero dell'incontro finale con il Padre, ricco di misericordia, ci riempie di speranza e ci stimola all'impegno costante per la nostra santificazione e per costruire un mondo più giusto e fraterno", ha detto invece prima dell'Angelus quando nella catechesi ha ripetuto un suggerimento ormai consueto suggerimento: "Come ho detto altre volte, portate sempre un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per leggere, è un incontro con la parola di Gesù". Noi, ha concluso il Santo Padre, "non possiamo capire davvero in cosa consista questa gioia suprema" ma "la gioia eterna del paradiso si manifesta così: la situazione si capovolgerà, e non saranno più i servi, cioè noi, a servire Dio, ma Dio stesso si metterà a nostro servizio". Abbiamo una Madre in Cielo che continua a stendere il suo manto su di noi senza mai abbandonarci.

Vorrei dirvi anche che non siete soli perché la comunità cristiana, la Chiesa di Genova, è con voi e condivide le vostre sofferenze e le vostre difficoltà. So che anche dopo una grande tragedia che ha ferito le vostre famiglie e la vostra città, avete saputo reagire, rialzarvi, guardare avanti. "Continuate a stare al fianco di coloro che sono stati più colpiti". Lo facciamo da 10 anni con il cuore, senza interessi economici o politici, solo perché il cuore ci chiama a farlo.

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