Giovedi, 22 Agosto, 2019

Pjanic consiglia l'amico Nainggolan: "Deve essere più intelligente"

Juventus, Pjanic: Juventus, Pjanic: “Totti non si identificava nel club, un mistero quanto fatto a De Rossi”
Cacciopini Corbiniano | 14 Agosto, 2019, 08:57

"Allegri è uno che ti dice le cose in faccia, ci sentiamo spesso".

Radja Nainggolan ha deciso di ripartire dal Cagliari, il suo primo club in Serie A. Nella sua stagione all'Inter non ha convinto del tutto, anche per la sua indole e il suo carattere, che a volte lo hanno portato a commettere qualche errore di troppo.

Miralem Pjanic, ex centrocampista della Roma, trasferitosi nell'estate del 2016 alla Juventus, dove tutt'ora milita, ha rilasciato una lunga intervista sulla rivista mensile "Fanity Fair" dove si è soffermato anche sulla sua ex squadra, in particolare sugli addii di Totti e De Rossi. Ho parlato con loro dopo il loro addio alla Roma, faticavano a darsi una spiegazione. Queste le sue parole: "No, non me ne capacito". Più che altro mi prende in giro, sostiene che appena arrivato dalla Roma non fossi in grado di fare passaggi più lunghi di cinque metri, e che se sono diventato un grande calciatore lo devo solo a lui. Ma ogni tanto commette degli sbagli, è troppo diretto e troppo aperto, dovrebbe essere più intelligente e più discreto. Totti si è tirato fuori da una situazione che non gli stava bene, non condivideva le modalità di gestione del club e il suo ruolo - rivela Pjanic al settimanale -. Quello che hanno fatto a De Rossi, poi, è davvero un mistero. Vuole solo riflettere un po'. Quando ci siamo qualificati ai mondiali ho pianto per la gioia. I miei idoli erano i campioni bosniaci come Salihamidzic e volevo diventare come loro, far felice la mia gente.

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