Sabato, 19 Settembre, 2020

Ipcc: "Con cambiamenti clima aumenteranno le migrazioni"

Ipcc: Ipcc: "Con cambiamenti clima aumenteranno le migrazioni"
Evangelisti Maggiorino | 09 Agosto, 2019, 15:28

A pagarne le conseguenze saranno soprattutto le popolazioni più povere di Africa e Asia, a causa di guerre e migrazioni. Ma, avverte l'Ipcc, anche il Mediterraneo è ad alto rischio di desertificazione e incendi.

Il nuovo studio invece, quello al quale ha partecipato Angela Morelli, si concentra sul rapporto tra il cambiamento climatico e il territorio, cercando di valutare le possibili conseguenze del riscaldamento globale su agricoltura e foreste.

Questo ultimo lavoro si va ad aggiungere infatti all'allarmato rapporto pubblicato nell'ottobre del 2018, quando l'Ipcc avvertiva che, se il mondo non ridurrà subito le emissioni di gas serra, già nel 2030 il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di +1,5 gradi dimedia rispetto ai livelli pre-industriali.

Purtroppo, in un drammatico circolo vizioso, i cambiamenti climatici stanno già avendo ripercussioni sulla sicurezza alimentare, a causa dell'aumento di eventi climatici estremi, come le alluvioni, i temporali e la siccità in particolare nella regione mediterranea e nell'Africa meridionale. Di conseguenza, all'aumentare di questi fenomeni estremi, calerà la stabilità delle forniture di cibo. Ecco cosa ci aspetta secondo gli scienziati dell'Ipcc, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, ovvero il braccio scientifico dell'Onu che si occupa di cambiamenti climatici.

In ballo c'è la sopravvivenza di un'agricoltura, quella italiana - rileva Coldiretti -, che è la più green d'Europa con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, quasi 60mila aziende agricole biologiche e la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare. Si prevede che Asia e Africa avranno il maggior numero di persone colpite dall'aumento della desertificazione, mentre Nord America, Sud America, Mediterraneo, Africa meridionale e Asia centrale vedranno crescere gli incendi.

Un report che mette in correlazione l'eccessivo sfruttamento del suolo, degradato da agricoltura e allevamento intensivi, con i rischi portati dal cambiamento climatico (come periodi prolungati di siccità, scarsità idriche, inondazioni ed erosione del territorio). Eventi atmosferici estremi possono portare alla rottura della catena alimentare, minacciare il tenore di vita, esacerbare i conflitti e costringere la gente a migrare.

Un processo di cambiamento che deve coinvolgere le comunità locali: "La gestione del territorio presenta numerose sfide che toccano diversi ambiti fondamentali per la vita umana e dell'ambiente in cui viviamo- continuano gli esperti del CMCC - Le azioni di mitigazione e adattamento devono considerare le condizioni locali, la varietà di interessi contrastanti e i limiti fisici ambientali".

Il rapporto dell'Ipcc fornisce poi alcuni strumenti utili a ridurre le emissioni di gas serra e quindi il riscaldamento globale: tra questi, la produzione sostenibile di cibo, la gestione sostenibile delle foreste, la gestione del carbonio organico nel suolo, la conservazione degli ecosistemi, il ripristino del territorio, la riduzione della deforestazione e del degrado, la riduzione della perdita e dello spreco di cibo. Secondo lo studio, alcune misure hanno un impatto immediato, mentre altre richiedono decenni per ottenere risultati. Piante e alberi catturano dall'aria l'anidride carbonica e la immagazzinano in tronchi e foglie. Questi in seguito si decompongono a terra e lasciano la CO2 imprigionata nel terreno (il cosiddetto carbonio organico nel suolo). Oggi, si legge ancora nel dossier, il 25-30% della produzione alimentare viene persa o finisce nella spazzatura. "Lottare contro i cambiamenti climatici è complicato, ma le soluzioni ci sono e bisogna agire immediatamente".

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