Mercoledì, 18 Settembre, 2019

Un occhio su chip creato in 3D grazie a cellule umane

L'immagine in 3D dell'occhio L'immagine in 3D dell'occhio +CLICCA PER INGRANDIRE
Machelli Zaccheo | 07 Agosto, 2019, 21:43

Il globo oculare, lubrificato da lacrime artificiali, è protetto da una palpebra gelatinosa in grado di aprirsi e chiudersi.

Sembra fantascienza ma non lo è. Obiettivo: studiare disturbi dell'occhio (come, ad esempio, l'occhio secco) e testare nuovi farmaci. A indicarlo è lo studio pubblicato su Nature Medicine dal gruppo di ricerca di Dongeun Huh. Il modello della superficie dell'occhio riprodotto su chip riesce per la prima volta a simulare la complessa struttura multicellulare dell'organo che fa da barriera nei confronti dell'ambiente esterno.

I ricercatori hanno coltivato cellule di tessuto derivate dalla cornea e dalla congiuntiva in un'interfaccia aria-liquido per ricreare la superficie dell'occhio. I ricercatori lo hanno sviluppato riproducendo la geometria e la composizione cellulare degli strati più esterni dell'occhio.

Oltre a sviluppare e diffondere rimedi sanitari sempre più efficaci e meno impattanti su altri organi, una soluzione del genere potrebbe aprire la strada a nuove pratiche mediche cruelty free, cioè non sperimentate su animali, ma direttamente su questi organelli di derivazione umana, con risultati molto più affidabili.

All'interno della piattaforma l'occhio è stato esposto a fluidi lacrimali e si è creata una sorta di palpebra formata da idrogel artificiale che imitasse il battito spontaneo delle palpebre (chiaramente indotto nell'occhio da artificiale dalla meccanica).

Grazie a questa piattaforma, i ricercatori hanno creato un modello che riproduce il disturbo dell'occhio secco, utilizzandolo per testare un farmaco.

"Sebbene sia possibile che questo nuovo sistema basato su cellule possa eventualmente sostituire i modelli animali esistenti - hanno spiegato i ricercatori - sono necessarie ulteriori indagini per dimostrare la sua capacità di far avanzare la scoperte e i test di futuri farmaci".

Per simulare davvero la complessità dell'occhio umano, bisognerà poi migliorare ulteriormente questo modello artificiale arricchendolo con nuovi elementi, come i vasi sanguigni, le terminazioni nervose e le cellule del sistema immunitario.

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