Lunedi, 19 Agosto, 2019

Il fungo killer "Candida auris" è stato "creato" dal riscaldamento globale

Candida Auris sta approfittando del riscaldamento globale per diffondersi sempre più Candida auris, l ascesa del fungo killer forse è causata dal riscaldamento globale
Machelli Zaccheo | 27 Luglio, 2019, 18:45

Tre anni fa i rappresentanti della sanità hanno avvertito centinaia di migliaia di cliniche in tutto il mondo che era arrivato un nuovo fungo che si diffondeva velocemente, era resistente alla maggior parte dei farmaci e stava causando infezioni fatali nei pazienti ricoverati. Secondo studiosi degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi, il riscaldamento globale potrebbe aver rappresentato un elemento cruciale nella diffusione della minaccia, avvenuta contemporaneamente ed in maniera indipendente in India, Sudafrica e Sud America: la teoria è stata pubblicata sulla rivista dell'American Society for Microbiology, mBio. Comunque gli scienziati ritengono che anche in questo caso sia colpa dell'uomo: siamo noi a diffondere le spore del fungo, che contaminano le attrezzature mediche, da paziente a paziente, da clinica a clinica, anche attraverso i voli internazionali.

Si pensava ad un uso di fungicidi in agricoltura, o a proliferazioni da contatti diretti, ma ora uno studio scientifico indica una diversa spiegazione: la causa principale della sua trasformazione in killer per gli umani è da far ricadere nei cambiamenti climatici. Questo fungo-killer, che è capace di uccidere in 90 giorni, sembra purtroppo essere resistente a qualsiasi trattamento di cui attualmente si dispone. E il cosiddetto fungo killer, che è super-resistente ai farmaci e uccide la metà delle sue vittime in tre mesi, potrebbe essere solo il primo di una lunga serie.

I ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health hanno studiato la suscettibilità termica (la capacità di sopravvivere ad alte temperature) della Candida Auris, confrontandola con quella di alcuni funghi geneticamente simili: gli esperti hanno scoperto che è in grado di resistere a temperature più alte rispetto alle altre specie oggetto di indagine, che invece non riescono a tollerare le temperature corporee dei mammiferi.

In poche parole, le alte temperature avrebbero generato le condizioni giuste perché il fungo si rafforzasse e imparasse a infettare l'uomo, rendendosi più forte delle terapie farmacologiche. A consentirlo secondo Arturo Casadevall, coordinatore dello studio, proprio il riscaldamento globale. Qualcosa ha permesso - ha concluso Casadevall- a questi organismi di crescere e causare malattie. "Questo è inusuale, e ci fa pensare a un ruolo del riscaldamento globale".

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