Lunedi, 19 Agosto, 2019

Lotta per predominio in Valle d'Aosta, blitz carabinieri contro 'ndrangheta

Blitz contro le ndrine da Reggio ad Aosta: 13 arresti, sequestri per milioni ‘Ndrangheta, blitz tra Calabria e Nord Italia: 13 arresti
Evangelisti Maggiorino | 18 Luglio, 2019, 11:46

GLI ARRESTATI Su richiesta del procuratore aggiunto Gaetano Paci e del pm Gianluca Gelso, agli arresti per il clan di San Giorgio Morgeto, sono finiti lo storico patriarca Mario Gaetano Agostino, 75enne per questo finito ai domiciliari, già arrestato in Crimine, ma in seguito assolto dalle accuse, i nipoti Raffaele e Giuliano Sorbara, i fratelli Michele e Vincenzo Raso, ritenuti punto di riferimento della locale in Valle d'Aosta, i fratelli Vincenzo (anche lui arrestato in Val d'Aosta) e Giorgio Raffa, cognati dei Raso, e Tommaso Fazari. Tale circostanza si salda coerentemente con i recenti esiti dell'indagine Geena, svolta dal Ros e dai Carabinieri del Gruppo di Aosta coordinati dalla Dda di Torino, che ha portato nel gennaio scorso all'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare a carico, fra gli altri, di 9 soggetti (alcuni dei quali originari di San Giorgio Morgeto) accusati di associazione mafiosa in quanto affiliati alla locale aostana.

Infine, e non per ultimo, i due gruppi avrebbero potuto contare anche sulla disponibilità di armi e munizioni, "necessarie" per imporre la propria volontà mafiosa, soprattuttoricorrendo sistematicamente a minacce, estorsioni e danneggiamenti.

Fondamentale aspetto emerso dall'attività investigativa è quello che trae origine dall'indagine Tempus Venit condotta dal Nucleo Investigativo di Aosta relativa a due tentate estorsioni perpetrate nei confronti di due impresa edili di Aosta (Edilsud Srl e Archeos) ovvero di una fase di tensione tra il Locale di San Giorgio e i componenti della Cosca Facchineri, che volevano mantenere il proprio predominio nel territorio, nell'ambito del quale è maturato l'omicidio nel settembre del 2011 a San Giorgio Morgeto di Salvatore Raso classe 1965, esponente della Locale di San Giorgio, appartenente alla famiglia Raso.

Alla base dell'agguato, sostengono gli inquirenti, vi sarebbero stati proprio i contrasti generati da un tentativo di estorsione - promossa da due esponenti dei Facchineri - ai danni di altrettanti imprenditori che operavano in Valle d'Aosta ma che era originari di San Giorgio.

Così come dello stesso comune sono Tommaso Fazari, 58 anni; Giuliano e Raffaele Sorbara, 46anni il primo e 49 il secondo. Un imprenditore si era rivolto ai fratelli Raso chiedendo aiuto per evitare l'estorsione.

L'inchiesta ha portato alla luce il penetrante controllo del territorio esercitato dalle due cosche, che si proiettavano al Nord e anche in Valle d'Aosta, dove risiedono alcune persone originarie di San Giorgio Mongeto collegate con alcuni indagati.

Gli esiti delle investigazioni condotte dai carabinieri di Taurianova hanno consentito una più approfondita chiave di lettura della vicenda estorsiva, collocandola nel contesto mafioso poiché volta, da una parte, a far conseguire ai Facchineri l'illecito vantaggio economico dell'estorsione e, dall'altra, ad affermare il principio che, pur operando in altra regione d'Italia, le attività economiche condotte da soggetti originari del sangiorgese devono dare conto alla famiglia mafiosa predominante nell'area di provenienza, i Facchineri.

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