Sabato, 14 Dicembre, 2019

Turchia: Nato 'preoccupata' sui missili

Preoccupazione nella Nato per l'arrivo degli S-400 russi in Turchia                REUTERS  Laura Hasani Preoccupazione nella Nato per l'arrivo degli S-400 russi in Turchia REUTERS Laura Hasani
Evangelisti Maggiorino | 16 Luglio, 2019, 21:56

Alla notizia ha reagito la Nato che, attraverso un suo funzionario, ha detto: "Siamo preoccupati per le potenziali conseguenze della decisione della Turchia di comprare il sistema S-400".

La trattativa è partita sotto traccia a fine 2016 ed è giunta ad un accordo da 2,5 miliardi di dollari firmato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal collega russo Vladimir Putin nell'aprile del 2017.

Venerdì, 12 luglio, il ministero della Difesa della Turchia ha annunciato l'inizio delle consegne degli S-400.

"L'acquisizione del sistema di difesa aerea S-400 influenzerà notevolmente la NATO".

Per quasi due anni gli Stati Uniti, alleati della Turchia in ambito Nato, hanno cercato di convincere Ankara a rinunciare agli S- 400 russi. Non è noto quando il sistema di difesa sarà dispiegato o quando sarà operativo.

Il dipartimento di Stato Usa ha detto che i rappresentanti turchi sono pienamente consapevoli della legge Usa, il Countering Americas Adversaries Through Sanctions Act, che obbliga ad imporre sanzioni su chiunque effettui "significativi" acquisti di armi dalla Russia. Dopo mesi di braccio di ferro con Trump che hanno minacciato sanzioni. I primi pezzi sono arrivati nella base si Murted Hava, questa mattina, vicino la capitale Ankara.

Nicholas Danforth, del German Marshall Fund of the United States, ha dichiarato ad AFP che l'acquisto riflette la volontà di Ankara di creare "una politica estera più indipendente e di resettare le condizioni del suo rapporto con gli Stati Uniti". "Lo diciamo ogni volta". L'S-400 (per la Nato SA-21 Glowler) è un sistema missilistico mobile terra-aria, in grado di ingaggiare aerei, Uav, missili da crociera, e dotato di una dichiarata capacità di difesa terminale dai missili balistici (cioè nella fase finale della loro traiettoria, quella in cui è più difficile e pericoloso colpirli).

La Turchia, che non dimentica il passato dell'impero ottomano, persegue una politica di difesa sempre più indipendente e ha anche già inviato i suoi militari in Russia per l'addestramento.

Il governo turco ha accusato per il colpo di Stato la rete del predicatore islamico e magnate Fethullah Gulen, auto-esiliatosi negli Usa dal 1999.

Altre Notizie