Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Pensione e reddito di cittadinanza, dati Inps: beneficiari 840mila nuclei

Il presidente dell'INPS Pasquale Tridico Pasquale Tridico
Esposti Saturniano | 12 Luglio, 2019, 13:37

Il segretario confederale della Uil, Proietti, il segretario della Cgil Landini e l'esponente del PD Damiano, hanno detto la loro idea sul sistema pensionistico e su una possibile riforma delle pensioni da attuare nel 2020. "Sulla base del trend dei primi sei mesi di applicazione, alla fine dell'anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205mila, per una spesa complessiva annua pari a 3,6 miliardi", ha spiegato Tridico. Lo ha affermato questa mattina il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, introducendo la presentazione del Rapporto annuale dell'Inps tenutasi a Roma presso la Sala della Regina di Montecitorio.

"Strumenti recenti quali l'APe sociale, la NASpI, il REI ed oggi il Reddito di Cittadinanza sono la rappresentazione plastica di questo posizionamento". Ma se anche un solo contributo è stato versato prima del 1 gennaio 1996 non può accedere alla pensione di vecchiaia contributiva e, purtroppo, con soli 6 anni di contributi non potrà accedere a nessuna altra forma previdenziale poichè la pensione di vecchiaia richiede almeno 20 anni di contributi maturati.

La relazione annuale Inps, in particolare, fa sapere che a fine giugno, dopo tre mesi di operatività, risultano percettori di reddito o pensione di cittadinanza circa 840 mila nuclei (di cui oltre 102.833 destinatari di pensioni di cittadinanza) per un numero complessivo di individui coinvolti che supera 2 milioni. Si tratta di una percentuale pari al 34,7%.

Il rapporto 2019 dell'INPS analizza nel dettaglio le conseguenze della crisi degli ultimi anni (la grande recessione): mercato del lavoro, contratti, agevolazioni, impatto delle novità legislative (a partire da quota 100 e reddito di cittadinanza). È curioso che il maggior ente di previdenza europeo non abbia un proprio fondo integrativo pubblico.

Molti di questi soldi sono però stati investiti all'estero, tramite i prodotti finanziari inseriti all'interno dei prodotti pensionistici integrativi. "La sfida del fondo Inps dovrà, dunque, essere quella di aumentare il numero delle adesioni attraverso la costituzione di una valida alternativa ai fondi privati, ma anche quella di aumentare gli investimenti diretti nel nostro Paese".

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