Domenica, 21 Luglio, 2019

Orlandi: domani l'apertura delle tombe di due principesse

Caso Orlandi si aprono le tombe Orlandi, con esame ossa prima datazione
Evangelisti Maggiorino | 11 Luglio, 2019, 13:25

A riferirlo è stato il direttore della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti, che in alcune dichiarazioni riportate da "Ansa" ha precisato che "non è possibile prevedere, al momento, i tempi di durata per concludere tali operazioni, che vedono impiegate una quindicina di persone".

Il provvedimento giudiziario prevede una complessa organizzazione di uomini e mezzi con il coinvolgimento di operai della Fabbrica di San Pietro e personale del Cos, il Centro Operativo di Sicurezza della Gendarmeria Vaticana, per le operazioni di demolizione e ripristino delle lastre lapidee e per la documentazione delle operazioni. Ad occuparsi delle analisi dei reperti e del prelevamento dei campioni per il successivo esame del DNA, in presenza del perito e del legale della famiglia Orlandi, sarà Giovanni Arcudi, uno dei maggiori esperti di antropologia forense, professore di Medicina legale all'Università Tor Vergata. Sono intervenuti anche anche il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, e il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.

"Per ragioni processuali ed in ossequio al segreto istruttorio, non verrà resa nota l'identità dei familiari delle due principesse sepolte; ovviamente si tratta di discendenti che sono stati informati delle operazioni e che, per amore della verità, hanno garantito la loro completa disponibilità e collaborazione con la Santa Sede ed in particolare con l'Ufficio del Promotore di Giustizia", conclude Gisotti.

La famiglia e l'opinione pubblica ormai, nonostante il mancato ritrovamento del cadavere, sono convinti che la ragazza sia stata uccisa da qualcuno e nascosta chissà dove; anni di angoscia e di dolore per la famiglia che da anni cerca disperatamente una risposta. I tempi di attuazione standard possono essere tre, quattro, cinque ore trattandosi di due tombe.

"Siamo impegnati nell'apertura di due tombe nelle quali presumiamo di trovare resti già allo stato scheletrico. Potremmo anche arrivare, dopo questo primo esame, ad escludere l'ipotesi che i resti scheletrici appartengano a persone diverse rispetto a quelle due che sono state sepolte lì", ovvero due principesse morte nel 1836 e nel 1840.

Poi arriverà l'analisi del Dna: "A prescindere dall'esame morfologico delle ossa, l'esame del DNA verrà fatto in ogni caso per raggiungere delle certezze e per escludere in maniera definitiva e categorica che nelle due tombe ci sia qualche reperto attribuibile alla povera Emanuela".

"Vorrei veramente ringraziare il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, sicuramente da parte sua c'è stato tanto coraggio nell'apertura di questa indagine e nella decisione di aprire le tombe - aveva detto il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, appena appresa la notizia della decisione del Vaticano -".

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