Domenica, 21 Luglio, 2019

A Palazzo Chigi vertice su autonomie

Il governo e la vicepresidente della Camera Mara Carfagna alle celbrazioni per i 202 anni della polizia penitenziaria Il governo e la vicepresidente della Camera Mara Carfagna alle celbrazioni per i 202 anni della polizia penitenziaria
Evangelisti Maggiorino | 11 Luglio, 2019, 00:55

Dopo aver concesso al vice premier leghista di fare un rimpastino a suo piacimento (scegliendo un integralista e una xenifiba) il presidente del Consiglio Giuseppe Conte tenta di trovare un compromesso ragionevole con lui suinigranti. "Ci sta che da leader politico si incontrino i sindacati ma se lo si fa al Viminale la sgrammaticatura istituzionale è forte", ragionano fonti di maggioranza. Il problema da affrontare è questo e, al momento, non è risolto. Il premier Giuseppe Conte, al termine dell'ennesimo weekend sull'ottovolante sul fronte migranti, decide di mettere un punto e, non a caso, poco dopo che dal Viminale annunciano la decisione dell'invio di navi militari al confine delle acque territoriali italiane, opta per convocare una riunione ad hoc a Palazzo Chigi. "Noi siamo pronti", afferma nel pomeriggio il ministro dell'Interno.

"L'obiettivo di questa riunione è il raggiungimento di un'azione coordinata dei vari ministeri per sopperire al rischio di sovrapposizioni o di malintesi, che potrebbero quindi invalidare l'azione di governo".

Il vicepremier Di Maio, aveva fatto una battuta su questa lamentela di Salvini, dicendo che sarebbe stato disposto a donare un peluche al ministro dell'Interno, per farlo sentire meno solo. Ma ha anche affermato che la sua intenzione era di incontrare le associazioni di categoria ed i sindacati, per arrivare a preparare una manovra economica insieme. "La manovra economica, ovviamente, si fa nelle sedi istituzionali con il Presidente del consiglio, il ministro dell'Economia e tutti i ministri competenti", si e' sottolineato.

La Cassazione ha bocciato il ricorso degli ex deputati sui vitalizi, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ex onorevole Paolo Armaroli contro la delibera della Camera del luglio 2018 che ha ridotto di oltre il 40% l'assegno poiché sulla questione il Parlamento ha titolo per decidere (Il Sole 24 Ore).

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