Martedì, 12 Novembre, 2019

Desaparecidos, processo d'appello "Condor": 24 ergastoli

Desaparecidos, ribaltata la sentenza in appello: 24 ergastoli per aver sequestrato e ucciso 23 italiani Desaparecidos, 24 ergastoli ai militari sudamericani del Piano Condor. «Finalmente giustizia»
Evangelisti Maggiorino | 10 Luglio, 2019, 21:40

"Decine di migliaia di persone scomparse, tra le quali migliaia di origine italiana", - ricordano Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro - furono sole di fronte alla violenza brutale e sanguinaria del potere militare e nemmeno coloro che celebravano con enfasi gli italiani nel mondo pronunciarono una parola per difenderli.

Ventiquattro ergastoli. Questa la sentenza della Prima Corte d'assise d'Appello bis di Roma in merito al processo sul cosiddetto piano Condor. Le accuse per tutti erano quelle di omicidio volontario pluriaggravato.

Archivi dettagliati che descrivevano la sorte di migliaia di sudamericani segretamente rapiti, torturati e assassinati, tra gli anni settanta e ottanta, dalle forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile.

Un piano terribile venuto alla luce grazie all'inchiesta del giudice paraguaiano José Augustín Fernández, che nel 1992 scoprì un archivio nella stazione di polizia di Asunción.

Vogliamo inoltre annunciare che l'8 luglio l'Osservatorio Luz Ibarburu (OLI), insieme alla Segreteria di Diritti umani e Politiche Sociali del PIT CNT ha previsto una video-conferenza con gli avvocati italiani impegnati nel processo, con il proposito di analizzare la sentenza.

Per le 47 parti civili costituite, i giudici hanno disposto un risarcimento da stabilirsi in sede civile, oltre ad una immediata e "simbolica" consegna di un milione di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri e di cifre comprese tra i 250mila euro e i 100mila euro per le altre parti civili.

"Siamo contenti - precisano - non tanto perché il Partito Democratico si sia costituito, assieme al Frente Amplio, parte civile e sia stato promotore e sostegno dell'iniziativa giudiziaria che ha portato a questo risultato, ma perché quarantatré cittadini hanno avuto giustizia e, tramite loro, simbolicamente l'abbiano avuta migliaia di desaparecidos, nella quasi totalità colpevoli solo di credere nel progresso sociale, nell'uguaglianza e nella libertà". La speranza è che la sentenza di oggi diventi definitiva in Cassazione. Il tutto, naturalmente, dopo la deposizione della motivazione della sentenza.

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