Martedì, 17 Settembre, 2019

Il Papa dedica la messa ai migranti e ricorda visita a Lampedusa

Papa Francesco messa con 250 migranti Migranti, il Papa celebra la messa "Per Dio nessuno è straniero"
Evangelisti Maggiorino | 10 Luglio, 2019, 18:59

Messa a San Pietro per il sesto anniversario della sua visita a Lampedusa: "Non si tratta solo di questioni sociali o migratorie". Nessuno per Dio è "straniero" o "escluso" e nell'omelia, ricca di riferimenti biblici, il papa ricorda che "i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata".

"Abbiamo bisogno di persone e di istituzioni che difendano la dignità dei lavoratori, la dignità del lavoro e il bene della terra, che è la nostra casa comune" - è questo il messaggio che papa Bergoglio ha scritto - "Senza lavoro non c'è dignità, ma non tutti i lavori sono degni".

"I piu' deboli e vulnerabili devono essere aiutati".

Papa Francesco, nel suo discorso di apertura, ha sottolineato l'importanza della pace e ha espresso un profondo apprezzamento nei confronti di chi si adopera per essa, intervenendo con forte preoccupazione in merito all'ipocrisia di chi parla di pace, ma vende armi da guerra. E loda quanti sono arrivati tempo fa e aiutano i nuovi rifugiati, che è "un bel segno di umanità, gratitudine e solidarietà". Sono loro, dice Bergoglio - come riporta Vatican news - che Gesù ci chiede di amare e rialzare. "Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un'accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea". Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l'unico giuridicamente valido. Persone "scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti".

"Nello spirito delle Beatitudini - evidenzia Francesco - siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli". Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: "gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo".

La scala, secondo Papa Francesco, "è allegoria dell'iniziativa divina che precede ogni movimento umano" diventando "l'antitesi della torre di Babele", quando gli uomini, con le proprie forze, cercarono di raggiungere il cielo per diventare loro stessi degli Dèi.

Nel corso della messa si è pregato un pensiero è andato alle persone impegnate nei soccorsi ai migranti "Signore Gesù - è stata l'invocazione declamata da un fedele - benedici i soccorritori nel Mar Mediterraneo, e fa crescere in ciascuno di noi il coraggio della verità e il rispetto per ogni vita umana".

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