Venerdì, 17 Gennaio, 2020

Gli Stati Uniti minacciano l’Ue con nuovi dazi

Trump dazi Gli Stati Uniti minacciano l’Ue con nuovi dazi
Evangelisti Maggiorino | 06 Luglio, 2019, 05:36

"Nel mese scorso le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina sono aumentate creando volatilità nei mercati azionari globali e ora il presidente Donald Trump ha aperto un secondo fronte di tensioni commerciali, minacciando l'imposizione di dazi sulle importazioni dal Messico se questo paese non fermerà il passaggio illegale alla frontiera". Ma nella lista compaiono autentici gioielli del Made in Italy: dal Prosecco al Parmigiano Reggiano, dal Pecorino Romano al Prosciutto di Parma, dalla pasta all'olio d'oliva.

I nuovi dazi colpirebbero prodotti europei per un valore di quattro miliardi di dollari, da aggiungere ai 21 determinati dalla pubblicazione di aprile. Lo rende noto Confagricoltura sulla base di una comunicazione ufficiale dell'Ufficio del Rappresentante Usa per i negoziati commerciali (Ustr). Da qui l'allarme delle associazioni di categoria.

I dazi minacciati da Trump da una parte e l'embargo russo dall'altra rischiano di soffocare l'agroalimentare della nostra Regione.

La mossa protezionista di Trump risponde alle sollecitazioni della lobby del falso Made in Italy alimentare che in Usa fattura 23 miliardi di euro secondo una stima della Coldiretti.

Il "cessate il fuoco" tra Stati Uniti e Cina, scaturito a margine del recente G20 di Osaka, è stato in realtà un compromesso minimo che consente di riavviare le discussioni senza tuttavia affrontare alcune questioni sostanziali come il trasferimento tecnologico o la proprietà intellettuale. "Non va dimenticato - viene precisato - il vino che, con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro nel 2018, è anche il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States". "Io non penso che sia oltraggioso, però certamente è uno spreco di denaro", ammette Jon Struble, diplomatico in pensione. All'Air Show di Parigi di metà giugno gli Stati Uniti, secondo Reuters, si sarebbero detti aperti a negoziare su un meccanismo che consentirebbe ad Airbus di ricevere finanziamenti governativi a condizioni commerciali mentre gli Stati Uniti adeguerebbero gli incentivi fiscali concessi a Boeing alle norme commerciali.

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