Martedì, 12 Novembre, 2019

Italia, è crollo demografico. Per la prima volta in 90 anni

Istat gli italiani sono 55 milioni è crollo demografico L’Italia è in “declino demografico” per la prima volta negli ultimi 90 anni
Esposti Saturniano | 04 Luglio, 2019, 07:39

Quattro anni di continuo, ininterrotto, calo della popolazione residente in Italia come non accadeva da 90 anni.

Anche qui sono le donne straniere a compensare il calo. Al 31 dicembre scorso i residenti in Italia erano 60.359.546, oltre 124 mila in meno rispetto al 2017 e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima.

Dato negativo anche per quanto riguarda le nascite: nel nostro Paese le culle non sono mai state così vuote dall'Unità d'Italia. Le nascite di bambini stranieri si concentrano nelle regioni dove la presenza straniera è più diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,0 per cento) e nel Nord-est (20,7 per cento). Al 1° gennaio 2018 gli italiani per acquisizione di cittadinanza sono in totale oltre 1 milione e 340mila nella popolazione residente; nel 56,3% dei casi si tratta di donne.

Il movimento migratorio tra Italia ed estero ha fatto registrare nel 2018 un saldo positivo di 175mila unità, in diminuzione rispetto all'anno precedente. Infatti, si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta, da un lato, all'uscita dall'età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all'epoca del baby-boom, dall'altro, all'ingresso di contingenti meno numerosi a causa della prolungata diminuzione delle nascite osservata a partire dalla metà degli anni Settanta. Al 31 dicembre 2018 le differenti cittadinanze presenti in Italia sono 196. Un declino demografico che però è stato rallentato appunto dalla crescita dei cittadini stranieri.

Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l'emigrazione di italiani (+1,9%); tra questi è consistente il numero di italiani nati all'estero. Nel quadriennio, il contemporaneo aumento di oltre 241mila unità di cittadini stranieri ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti.

Il nuovo presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, è un'autorità scientifica della demografia italiana (e non solo) e nel giro di quindici giorni è tornato di nuovo a battere il tasto che gli è più congeniale.

Al contrario gli italiani sono scesi di 235 mila unità e, sottolinea l'Istat, rispetto al 2014 nel nostro paese è "scomparsa una città grande come Palermo".

Il saldo naturale della popolazione complessiva è negativo ovunque, tranne che nella provincia autonoma di Bolzano. Le cinque più numerose sono quella romena (1 milione 207mila), albanese (441mila), marocchina (423mila), cinese (300mila) e ucraina (239mila), che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti, confermando la graduatoria del 2017. Percentuale che si aggira minacciosa alla soglia del 2%. "Le oscillazioni che si verificano di anno in anno sono spesso di natura congiunturale" come le "condizioni climatiche e le maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali".

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