Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Ue: Conte, 'per nomine non prevalga un asse su un altro'

Il piano di Merkel per l'Europa Timmermans alla Commissione Vertice Ue, trattive ad oltranza sulle nomine. Conte: "Non escluso che dovremo aggiornarci"
Esposti Saturniano | 02 Luglio, 2019, 14:40

Nelle euronomine Conte punta a ottenere per l'Italia uno dei commissari Ue "con portafoglio economico di peso", che verranno decisi successivamente. Il compromesso sarebbe dato dalla nomina della popolare bulgara Mariya Gabriel ad Alta Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza, del liberale belga Charles Michel al Consiglio europeo e del capolista popolare tedesco Manfred Weber alla presidenza del Parlamento europeo. "Timmermans non sembra avere un consenso unanime ed è difficile capire se ha la maggioranza qualificata", ha detto Conte parlando con i giornalisti in sala stampa durante il Consiglio europeo.

Continua ad oltranza la maratona del Consiglio europeo di Bruxelles chiamato a decidere sulle nomine ai vertici delle istituzioni europee.

La questione, come ha spiegato ieri Conte, non è tanto il nome del presidente della Commissione, "non abbiamo niente contro Timmermans - ha chiarito il premier - che è un politico di assoluto valore", ma sul metodo: "Non possiamo accettare un pacchetto di nomi stabilito altrove con un sistema che non funziona". Lo dice Giuseppe Conte lasciando Bruxelles. Come se non bastasse poi, contro la proposta arrivata dall'asse franco-tedesco (il cosiddetto accordo di Osaka deciso in realtà a tre con l'Olanda, che si sarebbe assicurata la presidenza della Commissione) si sono schierati Bulgaria, Croazia, Ungheria, Irlanda, Polonia, Romania e altri Paesi non governati dai Popolari, come l'Italia. Non c'è un accordo di Osaka. "Non è detto che si riesca a trovare un accordo in giornata".

E ancora: "Domani confido in una soluzione alternativa" sulle nomine ai vertici Ue, alla quale "stavamo già cercando di lavorare andando via" dal summit, durato oltre 18 ore. Per queste ragioni diversi leader dei Popolari sia in Consiglio sia in Parlamento ritengono che lasciare la carica di presidente della Commissione ai Socialisti sia una concessione troppo grande. Molti governi sono minoritari, altri sono influenzati da partiti profondamente euroscettici, altri ancora hanno coalizioni talmente ampie da rendere le loro posizioni molto incerte.

Il nome di Christine Lagarde, l'attuale direttore del Fondo Monetario Internazionale, è tra i più quotati tra i possibili candidati per succedere a Mario Draghi come presidente della Banca centrale europea.

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