Martedì, 15 Ottobre, 2019

Salvini a Mattarella: "Conti in disordine a causa delle regole della Ue"

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Esposti Saturniano | 18 Giugno, 2019, 20:06

Secondo quanto riporta l'Ansa, ha affermato: "L'Italia è il primo, più credibile, più solido interlocutore degli Usa nell'Unione europea".

Se le elezioni europee del 28 di maggio - col trionfo della Lega, il crollo dei Cinque Stelle e il ribaltamento dei rapporti di forza nella maggioranza - ci hanno consegnato un nuovo governo in pectore guidato da Matteo Salvini, la visita del leader leghista negli Usa, dove ha incontrato il vicepresidente Pence e il segretario di stato Pompeo, non è che il suo primo atto programmatico: l'Italia in guerra con l'Europa, con una procedura d'infrazione in arrivo, lo spread al limite dei 300 punti base e i mercati che affilano i coltelli si consegna mani e piedi a Trump, offrendogli fedeltà assoluta in cambio di protezione. "Se a Bruxelles va bene, sono contento".

SALVINI SFIDA ANCORA L'UE - Nei giorni, cruciali, del braccio di ferro tra Roma e Bruxelles, dagli USA Salvini rilancia ancora la sfida all'UE, ottenendo la sponda di Washington. E nell'auspicare una "manovra trumpiana" per arrivare all'obiettivo fortemente voluto del taglio delle tasse, dall'altra sponda dell'Oceano manda a dire a Bruxelles che il governo italiano "non si accontenterà più delle briciole", "l'Italia non è la Grecia, che l'Europa ha ammazzato, il taglio delle tasse si farà. Per questo ci apprestiamo a trattare con l'Unione europea da pari a pari senza timori reverenziali". Un tema che, oltre a permettergli di sottolineare le assonanze con le riforme fiscali di Trump, gli consente di puntare il dito sulle politiche di austerità tedesche che rappresentano un cruccio anche per la Casa Bianca.

"Il taglio delle tasse non per tutti, ma per tanti - continua Salvini - dovrà essere presente nella prossima manovra economica".

SALVINI INCORONA TRUMP - "Trump ha ridato un sogno, una speranza, una visione, ed è questo che voglio portare nel nostro Paese". E anche ora, la sintonia è "sul 99%" dei temi: tolto il rapporto con la Russia, con Salvini che insiste nel voler "superare l'impianto sanzionatorio" verso Mosca, su tutto il resto - assicura il leader leghista - c'è piena condivisione. "Sarebbe un errore strategico sia commerciale sia geopolitico allontanare la Russia dall'occidente per lasciarla nelle braccia dei cinesi".

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