Lunedi, 24 Giugno, 2019

Realiti, oltraggiata memoria di Falcone e Borsellino. Rai nella bufera

Immagine di copertina 'Realiti', minacce a Borrelli e insulti a Falcone e Borsellino: la Rai apre un'inchiesta Commissione Vigilanza: "Serve più controllo
Deangelis Cassiopea | 11 Giugno, 2019, 14:59

Nel filmato si raccontava anche la storia di Niko Pandetta, detto "Tritolo", con anni di carcere alle spalle e nipote del boss Turi Cappello.

Sulla difficoltà di esordire nella prima serata del mercoledì con la concorrenza fortissima di programmi come quelli di Barbara D'Urso e di Federica Sciarelli, Lucci, senza tergiversare, dice: "Sicuramente la serata era difficile ma non cerchiamo attenuanti. Noi non puntavamo alla vittoria ma certamente a un risultato più dignitoso".

"Come a loro piace il dolce, deve piacere loro anche l'amaro".

Al centro delle indagini le parole del cantante neomelodico Leonardo Zappalà relative alla professione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: "Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze". Nella clip Pandetta, non presente in studio, raccontava, tra l'altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina. Che aggiunge anche un dettaglio: "Mi domando: ma davvero la #Rai aveva pagato l'albergo a uno che scrive canzoni sullo zio ergastolano, boss al carcere duro per mafia?", allegando la foto del voucher dell'albergo. "Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti "sensibili"; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie". E' quanto si legge in una nota dell'azienda, che annuncia anche di aver "avviato un'istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda". "La Rai non può fare da vetrina a chi inneggia ai boss e dileggia chi ha dato la vita per lottare contro la mafia", ha scritto su Facebook il segretario Vittorio Di Trapani. "Se andassero a vedere la puntata capirebbero che sono intervenuto con parole chiare e dure, ricordando anche che 'la mafia è merda'", sottolinea Lucci all'AdnKronos, ricordando che lo spazio dedicato all'argomento si è concluso con una standing ovation dello studio che applaude Falcone e Borsellino. "Abbiamo invitato un ragazzetto che fa il cantante neomelodico e ha degli idoli orribili, perché il programma si occupa di fenomeni sul web", ha detto invece Lucci. "Ho invitato un neomelodico, un pischelletto che prima di entrare mi ha detto 'io non sono mafioso ma dicendolo ho più follower'". Il debutto del programma di Enrico Lucci ha segnato di fatto un vero flop che gli è già costato non solo una "retrocessione" in termini di fascia oraria ma, soprattutto, un'istruttoria.

"Il problema - ha proseguito Borrometi - è che 'personaggetti' del genere non meritano di andare in Rai. È fonte di sollievo inoltre che tantissimi italiani si siano indignati davanti alle scellerate parole di un giovane che ha mostrato in diretta tv la sua ignoranza e la sua superficialità, parlando di temi di cui non ha alcuna conoscenza ed esprimendo giudizi su persone che per difendere la sua Terra e il suo futuro hanno perso la vita".

"Ma è possibile tutto ciò? Chiediamo provvedimenti rapidi e severi", così in una nota i parlamentari M5S in Vigilanza Rai. E ancora: "La grave offesa arrecata alla memoria di due esempi luminosi della lotta alla mafia si configura come un evidente omesso controllo da parte della governance del servizio pubblico, alla quale richiedo formalmente un controllo più rigoroso dei contenuti e degli ospiti delle trasmissioni". Fa parlare chi inneggia ai boss?

Scandalo Realiti a viale Mazzini. Secondo Di Trapani, la Rai aveva previsto anche la trasferta di Pandetta.

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