Lunedi, 24 Giugno, 2019

L'arresto di Marco Carta: "Sospetti inconsistenti"

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Deangelis Cassiopea | 11 Giugno, 2019, 11:09

Gli "elementi di sospetto sono del tutto eterei, inconsistenti" e la "versione degli imputati non è allo stato scalfita da alcun elemento probatorio contrario". Il giudice delle direttissime Stefano Caramellino ha motivato così la decisione di liberare il cantante sardo accusato insieme a una complice di furto aggravato di sei magliette del valore di 1.200 euro alla Rinascente di Milano, non convalidando gli arresti domiciliari per il 34enne ex vincitore di Amici e del Festival di Sanremo. Secondo il giudice, contro il cantante ci sarebbe una "carenza di gravità indiziaria" e dunque l'arresto "non può ritenersi legittimo". "Gli operanti che hanno provveduto all'arresto non hanno visto alcunché dell'azione asseritamente furtiva". Il testimone oculare, un addetto alla sicurezza, descrive un atteggiamento sospetto, ma tali elementi sono "del tutto eterei, inconsistenti: è normale che due acquirenti si guardino spesso attorno all'interno di un esercizio commerciale di grande distribuzione" e l'ipotesi che stessero controllando di non essere seguiti da occhi indiscreti "è formulata in modo del tutto ipotetico".Anche il fatto che abbiano cambiato piano per provare le magliette "è compatibile con il proposito di trovare un camerino di prova libero" nel giorno di offerte del 'black friday'.

"Grazie, a tutti quelli che mi hanno difeso senza bisogno di questo servizio che comincia a fare chiarezza circa la situazione, grazie alla mia famiglia e a tutti i miei colleghi, ma grazie sopratutto a voi haters per avermi fatto capire che sono più forte di quanto pensassi, grazie per avermi reso più resistente".

Sempre secondo il giudice Caramellino "il fatto che lo sguardo dell'addetto alla vigilanza non sia stato fisso sui due arrestati", poi, "è riscontrato dal fatto che neanche lui ha affermato di avere visto l'inserimento degli abiti nella borsa, né egli ha precisato in mano a chi fosse la borsa dopo che era stata appoggiata nel 'camerino', né egli ha affermato di aver sentito alcun rumore compatibile con la rottura delle placche antitaccheggio".

Per il giudice, quindi, non si può dire che la rottura delle placche sia avvenuta "in tempo successivo al primo inserimento dei vestiti nella borsa dell'imputata".

"Vi è - scrive il giudice - carenza di gravità indiziaria a carico dell'imputato, che va liberato". Il cantante ha partecipato al processo di inizio giugno con l'avvocato Simone Ciro Giordano.

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