Sabato, 24 Agosto, 2019

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Fca ritira la proposta su Renault E il titolo crolla a Wall Street Fca, saltano le nozze con Renault: «In Francia non ci sono condizioni politiche per la fusione»
Esposti Saturniano | 09 Giugno, 2019, 10:52

In realtà, in un ulteriore comunicato rivolto al proprio personale dipendente, il Presidente di Fca, John Elkann, ha usato toni più duri nei confronti di Renault, lasciando intuire un'inaspettata opposizione mostrata dal gruppo transalpino nel corso delle trattative: "Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi - ha riferito Elkann nel comunicato - Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle e ritornare immediatamente all'importante lavoro che abbiamo da fare".

Nessuna rottura con Renault, le intenzioni di Fca non mutano anche se, al momento, le nozze saltano: "È divenuto chiaro che in Francia non vi sono attualmente le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo".

Ma il governo francese, azionista di Renault, aveva chiesto tempo per mediare con i rappresentanti del partner produttivo Nissan, colti alla sprovvista dalla proposta e preoccupati per il ruolo del marchio nipponico nel nuovo assetto.

Quattro erano le condizioni poste da Parigi per il via libera: la realizzazione dell'operazione come parte dell'alleanza tra Renault e Nissan; la conservazione di posti di lavoro e dei siti industriali in Francia; una governance rispettosa dell'equilibrio di Renault e FCA e la partecipazione del futuro complesso industriale sullo sviluppo di batterie avviato da Matignon con la Germania.

La notizia della mancata conclusione dell'accordo Fca Renault era stata già data in via ufficiosa nella notte scorsa dai quotidiani Wall Street Journal e Bloomberg.

Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l'attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa.

Fca, se non dovesse raggiungere un'intesa con PSA, potrebbe allora puntare a Oriente: in testa ci sarebbero la coreana Hyundai (che controlla Kia) e la cinese Geely, proprietaria di Volvo, Lotus e del pacchetto più rilevante di Daimler-Mercedes.

Il secondo ostacolo alla grande fusione in una nuova società è stato il governo francese.

Francia dove il clima a contorno delle discussioni nei giorni precedenti il due CdA Renault registrava le preoccupazioni di una fusione celata da acquisizione.

Gli Agnelli-Elkann hanno dovuto prendere atto di che cosa è quel Paese, osserva Paolo Bricco sul Sole 24 Ore: "Hanno negoziato tutto con i suoi vertici istituzionali, ma poi l'operazione è stata travolta dalla sua pancia". Anche in questo campo FCA supera la concorrente francese: quasi duecentomila lavoratori, 57 mila solo in Italia.

Il giornale ha annunciato che il partner dell'alleanza di Renault, la giapponese Nissan Motor Co.si era rifiutato di sostenere l'accordo.

Il gruppo italo-americano rivendica con orgoglio di avere gettato le basi di un progetto di ampio respiro, magari troppo per qualche gruppo concorrente, si ipotizza a Torino.

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