Venerdì, 23 Agosto, 2019

Ex Ilva: 1.400 dipendenti in cassa integrazione per 13 settimane

Ilva interni impianti Ilva, ArcelorMittal Italia: "Crisi grave, cassa integrazione per 1400 persone"
Esposti Saturniano | 08 Giugno, 2019, 18:58

"La motivazione con la quale l'azienda ha giustificato la sua decisione - ha aggiunto Mazzarano - con generici riferimenti alla grave crisi di mercato, come se la crisi dell'acciaio non fosse già nota da tempo, non sembrano convincenti".

La difficile situazione che sta vivendo il settore europeo dell'acciaio porterà Arcelor Mittal Italia a fare ricorso in via temporanea alla cassa integrazione guadagni ordinaria (cigo). L'azienda conferma le "critiche condizioni del mercato". Personalmente - rileva Prisciano - sono stato avvertito in maniera informale, attraverso una telefonata sintetica.

A comunicarlo la stessa società che precisa trattasi di un provvedimento che interesserà "lo stabilimento jonico per un numero massimo al giorno di circa 1.400 dipendenti per 13 settimane".

I metalmeccanici riferiscono di telefonate informali in cui si spiegava sinteticamente la decisione di avviare la Cig con il rinvio dei dettagli a un successivo incontro che si terrà domani in fabbrica. E come prevedibile, suscita immediate le reazioni dei sindacati. Mi aspetto che, dopo aver acquisito le quote di mercato Ilva, Arcelor Mittal rispetti gli impegni.

"La prospettiva della cassa integrazione ordinaria, per quanto legata per definizione ad una evoluzione di ciclo congiunturale, non ci rassicura e diventa un ulteriore elemento di incertezza", afferma la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David.

Occorrono pertanto più investimenti rispetto a quelli previsti dal piano, da noi ritenuti insufficienti, servono interventi appropriati sugli impianti, nuove attrezzature in macchinari e di movimentazione.

"Non possiamo più attendere risposte da un Governo che risposte non dà e non ha mai dato", aggiunge: "A Taranto i cittadini respirano, mangiano, utilizzano alimenti e acqua dove sono presenti alte concentrazioni di sostanze cancerogene". Sarebbe un segnale sbagliato per i lavoratori di ArcelorMittal, ma soprattutto lancerebbe un messaggio di disperazione per quelli in amministrazione straordinaria che vedrebbero allungarsi ulteriormente i tempi di reintegro in azienda.

"Ancora una volta si gioca sulla pelle dei lavoratori tarantini - dichiara il coordinatore provinciale Francesco Rizzo - che oltre alla pressione fisica a cui sono sottoposti a causa delle emissioni inquinanti devono anche essere umiliati dal punto di vista lavorativo. La linea del sindacato USB sarà una dura battaglia, sino alla fine, in difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori".

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