Lunedi, 17 Giugno, 2019

FCA: Elkann, ecco perché abbiamo interrotto dialogo con Renault

Fca salta la fusione con Renault. Decisiva l'opposizione di Macron titolo Fiat Chrysler crolla a Wall Street Fca ritira la proposta su Renault E il titolo crolla a Wall Street
Esposti Saturniano | 07 Giugno, 2019, 19:25

"Gli scorsi giorni e le scorse settimane sono stati più impegnativi del solito, avendo lavorato per presentare e poi definire la nostra proposta per una fusione trasformativa con Groupe Renault", ha detto il presidente di FCA che non ha perso occasione per lodare "l'impegno, la forza e la creatività di tutte le persone direttamente coinvolte". La decisione è stata presa dopo il nuovo rinvio chiesto dal board della casa francese seguito al pressing del governo di Parigi. E anche a Piazza Affari non sono mancati gli scossoni. A questo inatteso finale si è arrivati dopo una giornata lunghissima.

I dettagli emersi a completare il quadro della vicenda includono il ministro dell'economia francese che aveva già anticipato che la fusione non si sarebbe compiuta a qualsiasi condizione, infatti Parigi aveva allungato mani e interessi chiedendo una sede operativa in Francia, garanzie su siti costruttivi, impieghi di personale francese, la presenza di un loro rappresentante governativo al consiglio di amministrazione nonchè la volontà di avere un amministratore delegato di sponda transalpina, immaginando già Jean-Dominique Senard (attuale CEO di Renault) a ricoprire la carica.

Tutta quest'attesa però ha irritato FCA e soprattutto il n.1 John Elkann che ha preso lui stesso la decisone di far saltare il banco definitivamente.

A spingere verso questa decisione, secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, ha contribuito anche l'atteggiamento di Nissan ostile all'operazione, che avrebbe messo a rischio l'alleanza con il gruppo francese. Fiat Chrysler Automobiles ha precisato che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo.

"Fca - si legge in una nota - continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti". "Dalla presentazione dell'offerta" - ha spiegato una nota - "lo Stato azionista di Renault al 15,1%, l'ha accolta con apertura e ha lavorato in modo costruttivo con le parti".

Secondo quanto dichiarato ufficialmente dal gabinetto del Ministro delle Finanze transalpino Bruno Le Maire "Un accordo era stato raggiunto su tre di queste condizioni". Rimaneva da ottenere il supporto esplicito di Nissan.

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