Lunedi, 24 Giugno, 2019

Fca-Renault, la fusione non si farà: Fca ritira la proposta

Fca-Renault ore decisive Fca ritira la proposta su Renault E il titolo crolla a Wall Street
Evangelisti Maggiorino | 06 Giugno, 2019, 21:09

Le parole di John Elkann sembrano decretare, almeno per il momento, la fine della trattativa per la fusione tra Fca e Renault. Nel consiglio di amministrazione riunitosi ieri sera, 5 giugno, Fca ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione con il gruppo Renault perché "non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo", si legge nel comunicato pubblicato dalla casa italo-americana. Nel frattempo, si erano alzate le voci critiche dei sindacati francesi e di chi, come il fondo Ciam (azionista di Renault), sosteneva che la proposta di Fca non valorizzasse correttamente il gruppo che ha sede a Boulogne-Billancourt.

Dopo la decisione di interrompere le trattative con Renault gli analisti di Equita sim hanno tagliato da 16,8 euro a 14,5 euro il prezzo obiettivo su Fiat Chrysler Automobiles; tuttavia, gli esperti hanno confermato l'indicazione di acquisto delle azioni.

Per quello che riguarda l'Italia, a questo punto, sarà molto importante vedere quali saranno gli impatti sugli stabilimenti, da Mirafiori a Melfi, a Cassino, di quella che il gruppo, dopo il no francese, ha definito "strategia indipendente". Auguriamo a FCA di trovare in autonomia soluzioni per la mobilità del futuro, investendo in ricerca e sviluppo e progettando tecnologie all'altezza della storia ingegneristica di Fiat.

Oggi molti scrivono che il fallimento della fusione è un'occasione mancata, mentre il titolo FCA ha perso in borsa oltre il 3 per cento. A fronte della fuga di notizie, lunedì 27 maggio, prima dell'apertura dei mercati, arriva l'ufficializzazione: dal Lingotto è partita la proposta amichevole di una fusione paritetica.

Il Governo francese "prenderà atto" del ritiro dell'offerta, ha detto il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire. Che la partita non sia proprio in discesa si capisce il 4 giugno: l'atteso cda di Renault che avrebbe dovuto dare il via libera alle trattative formali prende tempo una prima volta. Tutti guardano con ottimismo alla chiusura dell'operazione e rimbalzano le voci su un accordo di massima che viene dato per fatto ma che in realtà non c'è mai stato.

Ora però, so che siete d'accordo con me, è tempo di concentrarci sul presente e sul conseguimento degli obiettivi che ci siamo posti per quest'anno.

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