Martedì, 17 Settembre, 2019

Fusione FCA-Renault: fondo Ciam contrario. Oggi Cda della casa francese

Fca-Renault la Francia chiede a Elkann altre garanzie Sede operativa sia a Parigi Il ministro francese delle Finanze Bruno Le Maire
Evangelisti Maggiorino | 05 Giugno, 2019, 15:23

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di continuare a studiare con interesse l'opportunità di una proposta di fusione 50/50 con Fiat Chrysler Automobiles. Stando a quanto riferito da Bloomberg l'incontro avvenuto a Parigi tra il presidente di Fca John Elkann e il governo francese (che detiene il 15% delle azioni di Renault) si è infatti concluso con il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, che ha alzato la posta in palio.

Se certi, a partire da una rappresentanza in cda, appaiono facilmente accettabili altre invece richiedono che lo schema proposto dal gruppo italiano venga rivisto.

Qualche perplessità, nel frattempo, è emersa pure da Nissan, secondo cui la proposta attualmente in discussione è "una fusione completa che, se realizzata, altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Questo richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault".

Come ampiamente raccontato su queste pagine, è previsto per la giornata di domani il CDA straordinario di Renault per discutere della fusione con il gruppo FCA.

Al di là delle posizioni ufficiali, tuttavia, ciò che emerge dal gruppo giapponese è ottimismo su una partnership allargata all'azienda italiana, a patto di poter mantenere la proprietà delle tecnologie che ha sviluppato negli anni dell'alleanza con i francesi. "Siamo sorpresi della mancanza di un premio collegato a questa acquisizione e ci opporremo fermamente a questa presa di controllo opportunistica che non solo sottovaluta Renault ma in più non prevede alcun premio di controllo", afferma Ciam, giudicando ingiustificato il dividendo di 2,5 miliardi che Fca vorrebbe staccarsi prima delle nozze. Nei primi 5 mesi, le immatricolazioni sono state 228.147 contro 259.539 nei primi 5 mesi del 2018: la quota di mercato passa al 25,07% contro il 27,42% dello stesso periodo del 2018.

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