Domenica, 15 Settembre, 2019

Tumore al pancreas, un farmaco dimezza la progressione

Tumore al pancreas, un farmaco dimezza la progressione
Machelli Zaccheo | 05 Giugno, 2019, 12:56

- Per combattere il tumore del pancreas, particolarmente difficile da trattare e contro il quale non sono molte le opzioni terapeutiche disponibili, arriva una nuova arma: per la prima volta una terapia innovativa e personalizzata migliora la sopravvivenza dei pazienti con questa forma di tumore metastatico. Si chiama olaparib, inibisce l'enzima Parp e, nei pazienti con mutazione dei geni Brca1 e/o Brca2 - i cosiddetti geni 'Jolie' dal nome dell'attrice che ha deciso di operarsi preventivamente a seno e ovaie - ha ridotto del 47% il rischio di progressione del cancro. A 2 anni di distanza, era libero da progressione il 22.1% dei soggetti con olaparib, percentuale che scendeva al 9,6% per quelli trattati con placebo. Sono i dati principali dello studio e pubblicati sul New England Journal of Medicine Il nuovo farmaco, dunque, di fatto dimezza il rischio di progressione della malattia per questi pazienti, che presentano alcune specifiche mutazioni genetiche già riscontrate nei tumori dell'ovaio e della mammella. Polo è uno studio di fase III randomizzato in doppio cieco verso placebo, su pazienti con adenocarcinoma del pancreas con mutazione nei geni Brca1 e/o Brca2 (gBrcam) sottoposti per almeno 16 settimane a chemioterapia. Novantadue pazienti sono stati trattati con olaparib e 62 con placebo.

Lo studio vede protagonisti per l'Italia Giampaolo Tortora, professore ordinario di Oncologia Medica all'Università Cattolica e direttore del Comprehensive Cancer della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, e Michele Reni, responsabile dell'Area di ricerca sui tumori del pancreas dell'Ospedale San Raffaele Irccs di Milano. "Fino a oggi, nessun trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas aveva migliorato la sopravvivenza libera da progressione". Si apre così, finalmente anche in questa malattia, la strada in cui i pazienti ricevono terapie in base alle rispettive mutazioni nel profilo molecolare del tumore. Il tumore al pancreas viene più indietro ma è uno dei più temuti in quanto non immediatamente evidente, diagnosticato nella maggior parte dei casi solo troppo tardi solo alla comparsa dei sintomi più evidenti come la perdita di peso, e quindi spessissimo fatale; gli studi, finora, non sono riusciti a risalire in maniera precisa a cause legate allo stile di vita o alla dieta e all'alimentazione, ed è quindi possibile che l'origine del male sia fortemente collegata ai geni. Candidabili alla terapia di mantenimento con olaparib potrebbero essere circa 500 pazienti ogni anno in Italia. Gli operabili poi sono solo il 10-15%, abbiamo imparato che questo tumore si comporta in maniera peculiare, cresce e si difende con modalità inusuali; avendolo considerato biologicamente come gli altri ci sono stati fallimenti a catena. "Stiamo avviando contatti con l'azienda produttrice in questa direzione e prevediamo un aumento della domanda da parte dei malati".

Quello che oggi si è scoperto, è che esistono tanti 'tipi' diversi di tumore del pancreas a seconda delle mutazioni geniche e molecolari correlate: si stima che circa il 22-24% di tutti i tumori del pancreas abbiano particolari mutazioni geniche.

La diffusione metastatica è molto veloce.

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