Lunedi, 24 Giugno, 2019

Cancro al seno, una nuova cura: aumentata sopravvivenza del 70%

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Machelli Zaccheo | 04 Giugno, 2019, 09:25

Ritorna l'appuntamento con il congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology, la struttura specializzata nel tumore al seno avanzato o metastatico che colpisce le donne giovani o giovanissime.

Nel congresso di Chicago è stato presentato l'ultimo studio che mette in evidenza i successi che sono stati raggiunti con il Ribociclib che assunto insieme ad una terapia ormonale standard dà il 70% di sopravvivenza rispetto al 46% di chi ha subito solo una terapia ormonale.

Lo studio di fase III Monaleesa-7, in cui l'Italia ha avuto un ruolo determinante, ha sviluppato una terapia che potrebbe aumentare del 70% le possibilità di sopravvivenza delle donne affette da tumore al seno.

"Il cancro del seno avanzato - afferma l'esperto Asco Harold Burstein - può essere molto aggressivo ed è la principale causa di morte per cancro tra le donne tra i 20 e i 59 anni di età". L'effetto della nuova molecola, che ha avuto l'approvazione dell'ente regolatorio statunitense Fda, è quello di inibire l'attività di alcuni enzimi che aiutano la proliferazione delle cellule tumorali, portando ad una riduzione del rischio di morte del 30%.

Durante il convegno Lucia Del Mastro, responsabile della Breast Unit dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha spiegato che: "In Italia vivono più di 37.000 donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico". Di queste, 3.700 hanno un'età fra i 40 e i 49 anni. Si tratta di donne giovani, nel pieno della loro vita familiare e professionale. Da qui la necessità di opzioni terapeutiche innovative che garantiscano quantità e qualità di vita.

A questo proposito importantissime le parole del Professor Michelino De Laurentis Direttore del Dipartimento di Senologia dell'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli: "la nuova cura permetterà a un numero sempre maggiore di donne di ricevere in fase iniziale un trattamento efficace a bassa tossicità, evitando o posticipando la necessità di ricorrere alla chemioterapia". Lo studio presentato oggi all'Asco offre nuove speranze alle giovani pazienti: "ribociclib infatti è un trattamento caratterizzato, da un lato, da un'efficacia superiore rispetto alle terapie anti-ormonali standard, dall'altro da una bassa tossicità, consentendo di condurre una vita normale pur continuando le cure per la neoplasia metastatica". L'obiettivo del trattamento del carcinoma mammario metastatico è la cronicizzazione. "Risultati importanti come questi con ribociclib sono ciò che desideriamo osservare in ogni studio clinico e ottenere un miglioramento della sopravvivenza in una malattia non guaribile come il tumore della mammella metastatico è veramente un eccezionale avanzamento per le pazienti".

Anche l'Italia ha contribuito attivamente a questo programma di ricerca con circa 1000 pazienti, trattati con ribociclib, inclusi nello studio americano.

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