Giovedi, 18 Luglio, 2019

Di Maio: "M5S prima forza politica, sosteniamo il governo"

Attesa per conferenza stampa di Conte. Italia, Conte assicura: "Il governo non è in stallo"
Evangelisti Maggiorino | 04 Giugno, 2019, 04:18

"La Lega ha riscosso un successo significativo e i 5 stelle ne sono usciti penalizzati" ha aggiunto il presidente del Consiglio, specificando che "trattandosi di una consultazione europea non ha ricadute dirette nella distribuzione delle forze rappresentate nel nostro parlamento, ma le forze politiche sono comunità di donne e uomini e quindi i risultati provocano esaltazione nei vincitori e delusione negli sconfitti". La risposta del ministro dell'Interno è arrivata con un post su Facebook che indica a Conte le misure necessarie per proseguire: "L'Italia dei Sì è la strada giusta". E ha avvertito: "Una procedura ci farebbe molto male". Il clima elettorale non si è ancora spento. Ma se continuiamo nelle provocazioni per mezzo di veline quotidiane, nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare. I perenni costanti conflitti comunicativi pregiudicano la concentrazione sul lavoro - ha detto il premier -. Ma questa è una falsità. Borsa e spread hanno reagito diversamente, già prima che il Premier facesse il suo discorso. "Nessun ministro prevalichi le sfere che gli competono".

Il governo, ha sostenuto infine, non si trova in una situazione di "stallo", ma ha ammesso che i rapporti fra i due partiti che compongono la maggioranza si siano deteriorati, con polemiche, accuse reciproche e attacchi sui giornali.

Conte ha poi spiegato che "la prossima manovra dovrà mantenere un "equilibrio dei conti" perché "le regole europee rimangono in vigore finché non riusciremo a cambiarle".

Tra i temi che i ministri potrebbero a breve trattare, soprattutto su spinta del vicepremier leghista Matteo Salvini, ricordiamo che figura la regionalizzazione, che se approvata avrebbe sulla scuola diverse conseguenze, sia a livello organizzativo, sia di finanziamenti, sia di gestione del personale.

"Sulla Tav c'è un contratto di governo: se non fossi stato d'accordo l'avrei cambiato". "La fedeltà alla Repubblica è sempre stata il mio faro". A tutti i cittadini è stato detto 'perseguiremo un metodo' e il metodo è l'analisi costi benefici. "Il primo giugno 2018 insieme a tutti i miei ministri abbiamo prestato giuramento". Inizialmente alcune voci avevano parlato dell'ipotesi dimissioni, mentre con l'avvicinarsi dell'appuntamento a Palazzo Chigi è trapelata l'indiscrezioni che accreditavano la richiesta di una maggiore autonomia nelle trattative con le autorità europee.

Un'ora scarsa di riunione a Palazzo Chigi e alla fine si certifica che non c'è intesa nel governo sul Codice degli appalti.

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