Sabato, 18 Settembre, 2021

Il Governo risponde alla lettera Ue sul debito

Il Governo risponde alla lettera Ue sul debito Il Governo risponde alla lettera Ue sul debito
Esposti Saturniano | 31 Mag, 2019, 21:12

"Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles", spiega una nota del Dicastero. "Non ce ne siamo occupati noi - sottolinea quest'ultimo -, non è stata condivisa con noi". Non basta che Tria puntualizzi che "l'utilizzo delle nuove politiche del welfare (Reddito di cittadinanza e quota 100) e' finora inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019".

"Riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022" è uno dei passaggi della lettera che verrà inviata alla Commissione europea ed è stata preparata ieri durante il vertice che il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha avuto con gli 'sherpa' economici del partito di via Bellerio. "Il Parlamento ha invitato il Governo a riformare, fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo per il periodo 2020-2022, l'imposta sul reddito delle persone fisiche, riducendo il numero degli scaglioni e la pressione fiscale gravante sulla classe media", si legge nella missiva. Infatti scrive che "in linea con la legislazione in vigore il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l'1,3 per cento del Pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020". Inoltre il ministro dell'Economia avrebbe ipotizzato che i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso. "I partiti politici hanno espresso riserve circa il previsto aumento dell'Iva, ma abbiamo comunque un ventaglio di misure alternative onde garantire il suddetto miglioramento strutturale". "Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali né il reddito né quota 100".

La lettera è finita al centro del dibattito politico degli ultimi giorni. "E' stato un colloquio interessante e utile su tutti i temi economici - ha detto Salvini - abbiamo discusso dell'atteggiamento da tenere nei confronti dell'Europa, della necessità di sbloccare i cantieri e le grandi opere, in generale del rilancio economico del Paese".

La riunione è durata circa un'ora e mezza e tra i presenti vi erano anche Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Claudio Borghi e Alberto Bagnai.

Un commento sulla lettera ricevuta dall'Ue è giunto anche dal vicepremier 5 Stelle. A Bruxelles si risponderà "educatamente" - assicura - e "con numeri positivi che metteranno il Paese al riparo da ulteriori lettere o infrazioni".

Ma le prime reazioni non lasciano intuire un percorso facile.

Ufficialmente è solo una lettera, ma ha tutta l'aria di trasformarsi in una bomba piazzata sotto il governo giallo-verde: è quella con cui il ministro Giovanni Tria ha risposto ai commissari Ue che, ancora una volta, ci hanno richiamato a contenere il deficit in eccesso e il sempre più alto debito pubblico. Laureata in Giornalismo presso l'università La Sapienza di Roma.

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