Giovedi, 03 Dicembre, 2020

Whirlpool cede sito di Napoli, sindacati sul piede di guerra

Whirlpool cede sito di Napoli, sindacati sul piede di guerra Whirlpool cede sito di Napoli, sindacati sul piede di guerra
Esposti Saturniano | 31 Mag, 2019, 20:59

Con una nota la Fiom-Cgil accusa di "tradimento la Whirlpool" e la leader Francesca Re David annuncia uno "sciopero immediato". È immediatamente scattata anche la protesta di tutti i dipendenti dell'azienda, con la solidarietà del sito di Varese che ha annunciato lo sciopero spontaneo. Whirlpool Emea aveva infatti garantito nell'accordo investimenti mirati per tutti i siti fino al 2021.

"Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell'occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo", denunciano in una nota i sindacati che considerano "inaccettabile" che "gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management".

I dirigenti della multinazionale americana hanno espresso l'intenzione di riconvertire il sito produttivo di Napoli e cedere il ramo d'azienda a una società terza che possa così garantire la continuità industriale del sito "a massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano".

Whirlpool, rende noto il gruppo in un comunicato, nell'incontro di oggi a Roma con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per un aggiornamento sul Piano industriale Italia 2019-2021 ha ribadito "la strategicità dell'Italia all'interno della regione Emea da un punto di vista industriale e commerciale e ha confermato le direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il ministero dello Sviluppo economico; in particolare gli investimenti pari a 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia. Tutti gli stabilimenti del gruppo si sono fermati, con produzioni bloccate in tutto il gruppo". Sono stati inoltre riconfermati per i siti di Cassinetta di Biandronno - VA (polo EMEA per i prodotti da incasso per le categorie freddo e cottura), Melano - AN (hub regionale per i piani cottura ad alta gamma) e Siena (dedicato alla produzione di congelatori orizzontali) la specializzazione in atto e i volumi produttivi e occupazionali previsti dal Piano Industriale firmato lo scorso ottobre. Così, stando a quanto riferisce una nota di Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Uglm, è stato fissato per il 4 di giugno un incontro con il ministro Luigi Di Maio. E' indispensabile quindi "una risposta immediata", perché "Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza". "Il sito beneficerà quindi di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800 mila unità".

Sono passati appena sette mesi da quando lo scorso 26 ottobre 2018 il vicepremier Luigi Di Maio esultava sui social per aver chiuso un accordo che assicurava il posto di lavoro a centinaia di lavoratori: ora quell'accordo è carta per incartare i pesci. "Abbiamo chiesto un incontro urgente al ministero, la delegazione verrà ricevuta alle 12.30". E in una nota congiunta Fim, Fiom e Uilm hanno comunicato che si aspetteranno l'intervento del Governo. "Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza" aggiunge sottolineando di essere pronto a "rimettere in discussione l'intero piano industriale e a verificare l'utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi".

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