Sabato, 18 Settembre, 2021

La francese Lactalis si prende il principale produttore di parmigiano reggiano

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Esposti Saturniano | 31 Mag, 2019, 15:38

La Nuova Castelli "è una società specializzata nella produzione e distribuzione di numerosi prodotti della tradizione casearia italiana e dei formaggi Dop tra cui il Parmigiano Reggiano, la mozzarella di bufala campana e il gorgonzola". Lo comunica la società transalpina, sottolineando che "Lactalis Italia prosegue il suo sviluppo sottoscrivendo un accordo per l'acquisizione dell'intero capitale sociale della Nuova Castelli, detenuto per circa l'80% dal fondo di investimento inglese Charterhouse Capital Partner".

Lo fa incurante della levata di scudi che si era alzata da parte dell'industria e della politica italiana verso l'inarrestabile avanzata del colosso francese e sbaragliando una concorrenza tricolore che, se c'è stata, è stata sbaragliata da un gigante che già è di casa nel nostro Paese, dove controlla marchi storici come Parmalat, Galbani, Invernizzi, Vallelata, Locatelli, Cademartori. L'acquisizione è soggetta alle approvazioni delle competenti autorità regolamentari. Ma la proposta industriale di Lactalis, che ha potuto offrire maggiori sinergie rispetto ai concorrenti, si è fatta preferire.

L'accordo sulla cessione non è stato fermato dalle polemiche sui francesi, che in passato hanno dovuto affrontare l'accusa di 'strangolare' i nostri produttori di latte con una politica dei prezzi iniqua e di aver gestito Parmalat con modalità 'padronali' non rispettose di una società quotata. Così le oltre 100 mila forme di parmigiano reggiano di Nuova Castelli sono finite al gruppo di Laval che in Italia impiega già 5.500 persone e dispone di 29 siti produttivi. E' forse eccessivo dunque parlare, come ha fatto il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, di svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi.

No a tagli sul prezzo del latte alla stalla per far pagare l'operazione agli allevatori italiani "Vigileremo su un blitz che potrebbe cambiare gli equilibri di mercato, mettere a rischio la competitività del sistema produttivo nazionale e aprire le porte alla delocalizzazione, come già purtroppo è avvenuto con la Parmalat". "Faremo di tutto per tutelare l'agroalimentare italiano dall'assalto delle multinazionali straniere" sono state le parole del ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, che prometteva una difesa "senza se e senza ma" del Parmigiano. E ricorda: "Accordi come questo rientrano nel normale processo di partecipazione a un mercato unico: già l'attuale proprietà era a capitale straniero e così rimane, pur cambiando bandiera". La cordata italiana, auspicata tra gli altri da Cia-Agricoltori Italiani e dalle Cooperative, non si è però materializzata.

L'operazione ha suscitato comunque molti allarmi e ha prodotto nel mondo dei media titoli sul parmigiano reggiano francese.

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