Lunedi, 17 Giugno, 2019

La professione docente è usurante. Il burnout è ufficialmente una malattia

Dipendenza da videogiochi: da oggi è ufficialmente riconosciuta dall’OMS L’OMS ufficializza la dipendenza dai videogiochi come patologia
Evangelisti Maggiorino | 29 Mag, 2019, 02:54

L'ansia e lo stress sul lavoro, la sindrome da 'burnout', è da oggi ufficialmente un "fenomeno lavorativo", ma "non una malattia". Lo scopo ultimo dell'organizzazione è quello di incrementare l'attenzione dei medici nei confronti di tale condizione e di spingere verso lo sviluppo di adeguate misure preventive e terapeutiche. Il 'gaming disorder' è incluso nella macro categoria dei 'disturbi dovuti a comportamenti che creano dipendenza', ovvero condizioni associate con "stress o interferenza con le funzioni personali", secondo quanto si legge nel nuovo testo. Se protratta per un lungo periodo di tempo, può causare la stessa sintomatologia causata dal "troppo lavoro". Lo ha detto all'AGI Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap associazione che si occupa proprio di studiare gli attacchi di panico, a proposito della decisione dell'Organizzazione mondiale della sanità di riconoscere, come sindrome, lo stress da lavoro.

La HRW ha ribadito come i governi di tutto il mondo abbiamo utilizzato la classificazione precedente come base di lancio per diffondere politiche discriminatorie. Si può essere affetti da burnout (letteralmente 'esaurimento', 'crollo') di fronte a sintomi come mancanza di energia o spossamento, aumento dell'isolamento dal lavoro o sensazioni di negatività e cinicismo legati al lavoro, diminuzione dell'efficacia professionale. Quella che fino a ieri era soltanto una bozza, è diventata ufficiale nel corso dell'ultima assemblea dell'OMS che ha stabilito l'adozione delle'undicesima revisione dell'International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (sintetizzato in ICD-11). Il 'burnout' si riferisce - secondo la classificazione - specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita. Il primo ad occuparsi sistematicamente di burnout infatti è stato lo psicologo Herbert Freudenberger nel lontano 1974.

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