Sabato, 20 Luglio, 2019

Secondo il CEO servono delle contromisure per il Gaming Disorder — Sony

Dipendenza da videogiochi: da oggi è ufficialmente riconosciuta dall’OMS L’OMS ufficializza la dipendenza dai videogiochi come patologia
Machelli Zaccheo | 28 Mag, 2019, 14:34

Come riportato sulle pagine del sito Game Industry, i 194 membri si sono dichiarati, sentenziando una decisione storica per l'intero medium in poligoni e pixel.

"L'industria globale videoludica - che include rappresentanti attraverso l'Europa, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Corea del Sud, il Sudafrica e il Brasile - ha chiesto all'Organizzazione Mondiale della Sanità di riesaminare il prima possibile la sua decisione di includere la 'dipendenza da videogiochi' nell'undicesima versione dell'International Classification of Diseases (ICD-11)" si legge nel comunicato. L'OMS, in quella occasione, descriveva la dipendenza da videogiochi come uno spettro ben preciso di comportamenti legati al gaming, e naturalmente ad un abuso compulsivo delle sue bellezze. Per parlare di malattia in merito ai videogiochi è necessario che il soggetto presenti dei comportamenti caratterizzati da un alterato controllo del gioco in cui viene data maggiore priorità allo stesso rispetto ad altri interessi e attività quotidiane, nonostante il manifestarsi di conseguenze negative. Prima che l'OMS riconoscesse la dipendenza da gioco come un disordine, il signor Yoshida aveva già parlato con alcune agenzie stampa, prendendo posizione su tale situazione.

Per essere considerato patologico, continua il capitolo dedicato al problema, il comportamento deve essere reiterato per 12 mesi, "anche se la durata può essere minore se tutti i requisiti diagnostici sono rispettati e i sintomi sono gravi". In effetti, è notizia di poche settimane fa che il colosso nipponico abbia imposto proprie regole per limitare la circolazione di contenuti sessuali e violenti nei giochi pubblicati sulle sue console, oltre a fornire impostazioni di parental control su PlayStation 4, che limita il tempo di gioco per i bambini. Lo scopo ultimo dell'organizzazione è quello di incrementare l'attenzione dei medici nei confronti di tale condizione e di spingere verso lo sviluppo di adeguate misure preventive e terapeutiche.

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