Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Cannes, Alain Delon: 'Devo tutto alle donne'

Alain Delon con in mano la Palma d'oro onoraria alla carriera HDGetty Images
Deangelis Cassiopea | 22 Mag, 2019, 18:42

"Ho pensato a questo premio come alla fine della mia carriera, alla fine della mia vita, un omaggio postumo" ha detto l'attore senza nascondere che la vecchiaia per lui leggenda del cinema "è un periodo difficile, davvero duro". Una grande fatica sicuramente che comporta alti e bassi, momenti di humor e di tristezza.

"Non volevo questa Palma d'oro, non spetta a me ma ai registi che mi hanno diretto".

"Non ho mai avuto un agente nella mia carriera, solo in un'occasione, quando mi è stato presentato Luchino Visconti, a Londra, mentre era in corso una rappresentazione del Don Giovanni: ero stato visto recitare e mi veniva ripetuto 'tu sei Rocco, tu sei Rocco', così mi hanno fatto conoscere Luchino", ricorda Delon che, dinnanzi alle sequenze che scorrono sullo schermo, tratte da Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il gattopardo (1963) - film che lo consacra nel ruolo di Tancredi, si commuove, non nasconde le lacrime, discrete ma visibili, né la voce un po' strozzata. Posso non essere d'accordo con quello che ha detto in passato, ma dobbiamo anche contestualizzarlo: Delon appartiene ad un'altra generazione e a ben dire il Fronte di Le Pen rappresenta il 20 per cento dei francesi. "Ho cominciato per caso, non avevo la vocazione come altri attori di quegli anni come Lino Ventura o Burt Lancaster o Jean Gabin". Mi salvò una giovane attrice conosciuta in quegli anni, Brigitte Auber. Nel 1957 recita per la prima volta con Jean-Paul Belmondo, un anno dopo conosce Romy Schneider ("Il grande amore della mia vita" dice) sul set de L'amante pura, ma è René Clement a lanciarlo con Delitto in pieno successo, tratto da un romanzo della giallista Patricia Highsmith. Non fare l'attore, vivi.

"È da un sacco di tempo che non piango", ha dichiarato commosso il regista. "Ecco da quel momento ho vissuto tutti i miei ruoli". Delon fa i conti con il suo fascino che è parte fondamentale della sua popolarità e della sua carriera e ammette "devo tutto alle donne, ho fatto questa carriera per loro". Poi, con energia e passione, ha trasformato l'incontro in una lezione di cinema ma soprattutto si è lasciato andare ai ricordi, aneddoti, dettagli sulla sua lunga carriera.

"E ora come fate a guardarmi come sono adesso?". Mi si può amare o mi si può odiare ma non si può contestare la mia carriera. Il regista italiano lo scelse per Rocco e i suoi fratelli, il primo film con cui Delon cominciò una carriera internazionale e d'autore.

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