Sabato, 17 Agosto, 2019

Migranti, Corte Ue: no ai rimpatri se il rifugiato rischia la vita

Corte Ue “No a rimpatri rifugiati nei Paesi d’origine” Corte Ue: se vita è a rischio, anche chi perde lo status di rifugiato non può essere rimpatriato
Evangelisti Maggiorino | 18 Mag, 2019, 05:04

La Corte stabilisce che "il diritto dell'Unione riconosce ai rifugiati interessati una protezione internazionale più ampia di quella assicurata dalla Convenzione di Ginevra". La Corte di Giustizia Ue ha emesso una sentenza che non lascia adito a interpretazioni di sorta. In sostanza, anche se la revoca dello status di rifugiato fa perdere alcuni benefici, non potrebbe essere permesso il rimpatrio. La stessa Carta, hanno ricordato i giudici comunitari, "vieta infatti in termini categorici la tortura nonché pene e trattamenti inumani e degradanti a prescindere dal comportamento dell'interessato e l'allontanamento verso uno Stato dove esista un rischio serio che una persona sia sottoposta a trattamenti di tale genere".

I rifugiati in fuga da un Paese in cui si rischia la tortura o altri trattamenti inumani vietati dalla Convenzione di Ginevra non possono essere rimpatriati nè tanto meno respinti, lo ha deciso la Corte UE in base al diritto europeo. Il caso che ha condotto a questa sentenza era stato sollevato da un cittadino ivoriano, uno congolese e una persona di origini cecene che si sono visti revocare lo status di rifugiato o negare il riconoscimento in Belgio e Repubblica Ceca perché considerate una minaccia alla sicurezza o condannate per un reato particolarmente grave per la comunità dello Stato membro ospitante.

No a rimpatri dei rifugiati se la loro vita è a rischio.

In una sentenza pubblicata oggi dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, un extracomunitario in fuga da un Paese in cui rischia la vita o qualsiasi trattamento inumano non potrà essere rimpatriato nel suo Paese d'origine. I giudici europei hanno veramente violato un principio-nase del buon senso comune. Quindi, che il cittadino di un paese extra-UE o un apolide abbia un fondato timore di essere perseguitato nel suo paese di origine o di residenza, questa persona dev'essere qualificata come rifugiato ai sensi della direttiva e della Convenzione di Ginevra e ciò indipendentemente dal fatto che lo status di rifugiato ai sensi della direttiva le sia stato formalmente riconosciuto. "E nel Decreto Sicurezza Bis norme ancora più severe contro scafisti e trafficanti".

"Ecco perché è importante cambiare questa Europa con il voto alla Lega del 26 maggio", è stato il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini, "Comunque io non cambio idea e non cambio la Legge: i 'richiedenti asilo' che violentano, rubano e spacciano, tornano tutti a casa loro".

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