Giovedi, 23 Mag, 2019

Xylella, Efsa: "Non c'è cura, tutta l'Ue a rischio"

Xylella, il parere dell’Efsa: “Non esiste una cura in campo Il batterio vegetale Xylella fastidiosa minaccia tutta Europa
Evangelisti Maggiorino | 18 Mag, 2019, 04:51

In esperimenti recenti, spiegano da Efsa, è stata valutata l'efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare Xylella in condizioni di campo per lungo periodo. Ridurre le zone cuscinetto, quelle che separano l'area infetta dall'area indenne, aumenta la probabilità di espansione dell'epidemia.

La valutazione degli esperti conferma, quindi, che "non esiste ancora un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo".

Bruxelles, 15 mag. (askanews) - L'Autorità europea di Sicurezza alimentare di Parma (Efsa) ha pubblicato oggi un aggiornamento della propria valutazione dei rischi che il batterio "Xylella fastidiosa" presenta per piante e colture dell'Unione europea, e in particolare per gli ulivi. Viene definita "polifaga", nel senso che si attacca ad una ampia varietà di piante. "E' avanzato inesorabilmente verso Nord a una velocità di più 2 chilometri al mese il contagio della Xylella che già provocato, con 21 milioni di piante infette, una strage di ulivi lasciando un panorama spettrale con perdite di tempo, annunci, promesse e inutili rimpalli di responsabilità". Con focolai poi registrati anche in Spagna, Francia, Corsica compresa, Portogallo e Germania, Usa, oltre che nella macchia mediterranea del Monte Argentario, in Toscana.

Il conto dei danni causati dalla Xylella in Italia è salito secondo la Coldiretti a 1,2 miliardi di euro, per colpa di errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio mentre si assiste a giorni alterni a malcelati tentativi di mettere sullo stesso piano i fatti raccontati dai ricercatori, con complotti utili a bloccare le attività di contenimento e le farneticazioni su miracolose guarigioni mai dimostrate da parte di personaggi in continua ricerca di autore che vivono di bugie e falsità. Il batterio Xylella fastidiosa fu rinvenuto per la prima volta in Europa nel 2013, anno in cui scoppiò un'epidemia in Puglia.

"Alla luce della pubblicazione dell'EFSA diviene fondamentale ribadire a tutti gli agricoltori e i proprietari di alberi di ulivo di non farsi ingannare da santoni, shampisti o sedicenti taumaturghi - commenta il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera - Invito pertanto a diffidare da chi vuol propinare una cura perché molto probabilmente ha altri interessi".

"Quasi tutta l'Europa è caratterizzata da climi che possono essere favorevoli alla creazione di Xylella fastidiosa" e le aree del Mediterraneo sono ad "alto rischio", dice il rapporto. Secondo le simulazioni, le aree maggiormente a rischio sono quelle nell'Europa meridionale, ma ci sono alcune variazioni a questa regola generale, a seconda della sottospecie in questione.

"Le simulazioni al computer sono al centro di questo parere scientifico".

Altre Notizie