Sabato, 17 Agosto, 2019

Danni maltempo: Commissione Ue propone 277 milioni per l'Italia

Sondaggio i dati di You Gov sul futuro dell'Ue la metà degli europei pensa che croller L'Opinione delle Libertà
Evangelisti Maggiorino | 18 Mag, 2019, 04:36

Dalla sua creazione, il 2002, l'Italia è il Paese che ha più beneficiato del Fondo di solidarietà Ue, con 2,51 miliardi ricevuti per catastrofi naturali.

Nel video clip che accompagna la canzone UE, Lorenzo Baglioni interpreta un cantante neomelodico napoletano, che ricalca molti cliché dei classici brani in cui ci si spertica sull'amore e tutto quello che ne consegue. Ebbene, questa è proprio la situazione in cui si ritrovano i cittadini europei dal 1979, visto che, nonostante gli auspici del Trattato di Maastricht del 1992 per una legge elettorale europea, la scelta nel 1997 (Amsterdam) fu quella di limitarsi solamente a qualche, peraltro vago, elemento di uniformità. Cipro, Lussemburgo e Malta eleggono solo sei parlamentari perché sono i paesi più piccoli. Sulla carta il Regno Unito non avrebbe più dovuto far parte dell'Unione Europea e parte dei suoi seggi erano già stati ridistribuiti tra gli altri paesi membri.

Sarà la nona volta che i cittadini dell'UE si recheranno alle urne per eleggere i rappresentanti del Parlamento europeo. Le prime elezioni a suffragio universale si sono tenute nel 1979. Peraltro, grazie alle clausole di reciprocità, un cittadino italiano di 23 anni residente in Francia non sarebbe candidabile in una lista italiana, ma lo sarebbe in una lista francese: davvero un paradosso. In maniera minore, riceveranno un supporto anche la Valle d'Aosta e l'Abruzzo.

Qualcuno li chiama "mammoni", altri "bamboccioni", ma Eurostat li identifica più semplicemente come "giovani adulti" con un'età compresa tra i 25 e i 34 anni: in Italia ben la metà di loro (il 49,3%) vive ancora con i genitori e mediamente chi riesce a uscire di casa lo fa dopo i 30 anni. I parlamentari sono 750, ma nella prossima legislatura saranno solo 705, a causa della Brexit, cioè dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, anche se la Brexit forse non si concretizzerà e quindi c'è incertezza (l'Europa è fatta così, abituiamoci). Nel 2014, il tasso di partecipazione in Italia è stato di poco superiore al 57 per cento, in ulteriore diminuzione rispetto alle elezioni precedenti (per le politiche del 2018 è stato invece del 73 per cento). I 96 europarlamentari sono eletti attraverso un sistema proporzionale e non c'è una soglia di sbarramento. Il motivo per cui all'Eurogruppo e alla Commissione prevalgono le preoccupazioni per la piega che puo' prendere la politica italiana sulla finanza pubblica sono ovvie: non passa giorno che il vicepremier Matteo Salvini non rincari la dose di attacchi al quadro delle regole europee sui bilanci e annunci la necessita' di sforare i 'tetti' di deficit, lasciar correre il debito pubblico.

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