Giovedi, 23 Mag, 2019

Allegri: "Le parole di Nedved? E’ stato bravo…"

Juventus, Nedved: Juventus, Allegri: “La panchina della Roma? Mi piace, sei anni fa ci andai vicino”
Cacciopini Corbiniano | 14 Mag, 2019, 03:11

Insomma, una sostanziale antitesi filosofica in confronto ai coach degli altri top club. Hanno possibilità diverse, di predenre i migliori giocatori che ci sono in circolazione.

"I giocatori non sono come le macchine che accendi e parti". Personalmente per me non è mai stato un problema, stasera abbiamo fatto una buona partita, l'unico appunto è che in un primo tempo così con 3 occasioni del genere ne abbiamo sprecate tante. Non ci siamo arrivati con le migliori condizioni. Da qui quindi il paragone con Ibrahimovic e il racconto di un aneddoto: "Lo stesso mi accadeva al Milan quando allenavo Ibrahimovic, che ogni giorno si arrabbiava per una palla sbagliata". Sì, sei anni fa fui vicino alla Roma, ma io sto bene alla Juve.

Attendendo di incontrare Andrea Agnelli, vertice che andrà in scena mercoledì, Massimiliano Allegri ha presentato "E' molto semplice" presso la Sala Rossa del Salone del Libro di Torino. Credo sia un libro che possa insegnare o far capire come si possono gestire certi momenti a tutti, non solo agli allenatori.

"Valencia, Manchester e Atletico sono state tre grandi partite". Si tratta di essere bravo come costruttore in sede di mercato, indicando e scegliendo i giocatori giusti. E ha una lucidità e una cattiveria calcisticamente parlando che ha dell'incredibile. Se molti tecnici con idee chiare e radicali offrono certezze sotto questo punto di vista (tecnici che ti sanno chiaramente dire che giocatori cercano), a mio avviso Massimiliano Allegri dà più incognite, proprio alla luce delle caratteristiche sopracitate. Ma quello che serve loro non è ciò che piace. "E' normale che sia una città che affascina, tuttavia ho un contratto con la Juventus, sono felice di rimanere qui in bianconero". Se penso a migliorare la squadra?

Restano però ancora alcune incognite, come sembrano lasciare intendere le parole pronunciate ieri sera dal vicepresidente Pavel Nedved che, alla domanda sulla permanenza del tecnico, si è limitato a rispondere "chi vivrà vedrà".

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